Il faraonico uomo chiave: Stephan El Shaarawy

18.04.2024 18:00 di  Aurora D'Innocenzo   vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Aurora D'Innocenzo
Il faraonico uomo chiave: Stephan El Shaarawy
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Quando si nomina Stephan El Shaarawy si pensa subito a un professionista umile e disponibile che lavora in modo serio per la squadra.
Colui che ha costruito, nel suo primo periodo a Roma, un cammino notevole, raggiungendo anche la semifinale di Champions League nel 2018. Un calciatore che, nell’era Mourinho, nonostante lo scarso minutaggio, si è sempre fatto trovare pronto quando chiamato in causa. Roma-Monza ne è un esempio lampante; infatti, il classe 1992, da subentrato segnò il gol dell’1-0 al 90’ che permise di ottenere 3 punti preziosi ai giallorossi.
Ora, però, la situazione è cambiata. Non solo per quanto concerne il minutaggio ma anche dal punto di vista della continuità. Da quando c’è mister De Rossi, il “faraone” è diventato una pedina fondamentale, l’uomo su cui contare. Nel derby, come già accaduto diverse volte, ha fatto il quinto di difesa ed è stato importantissimo nel confronto con Marusic, vincendo il 100% dei duelli. A San Siro, nei quarti di Europa League contro il Milan, viene schierato a sorpresa sulla fascia destra eseguendo una prestazione magistrale, riuscendo ad arginare lo straripante Theo Hernandez e aiutando, in modo notevole, Celik con Rafael Leao. Proprio quest’ultimo, nella conferenza stampa alla vigilia del match tra Roma e Milan, ha rilasciato delle dichiarazioni riguardo la “gabbia Celik-El Shaarawy” che dovrà affrontare insieme ai suoi compagni, facendo capire di dover trovare una soluzione, prendendola come una sfida personale. Parole che fanno capire ancora di più quanto il calciatore giallorosso abbia lavorato con attenzione all’andata.
L’unico aspetto che, in questa stagione, sembra mancare maggiormente al faraone riguarda la vena realizzativa, ma è pur vero che correndo con intensità per 90 minuti e sacrificandosi spendendo molte energie, risulta davvero complicato arrivare precisi e lucidi sotto porta, il legno preso contro la Lazio ne è la dimostrazione.
A 31 anni El Shaarawy sembra davvero aver trovato quella consapevolezza in più, che gli permette di riuscire a esprimersi con costanza nel migliore dei modi, sfoderando sempre prestazioni di alto livello.
Stephan, quindi, non è più solamente un’opzione per Daniele De Rossi ma è una certezza di cui fidarsi che esprime un calcio tecnico, veloce e intelligente.