Galatasaray, Zaniolo: "Deluso da quasi tutti i miei ex compagni. La verità verrà fuori. Il rinnovo? Mi dicevano che ero una punta di diamante, ma ero considerato una plusvalenza". FOTO!

27.03.2023 07:55 di  Emiliano Tomasini  Twitter:    vedi letture
Galatasaray, Zaniolo: "Deluso da quasi tutti i miei ex compagni. La verità verrà fuori. Il rinnovo? Mi dicevano che ero una punta di diamante, ma ero considerato una plusvalenza". FOTO!
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Nicolò Zaniolo, attaccante che a gennaio ha lasciato la Roma per trasferirsi al Galatasaray, ha rilasciato ieri un'intervista a La Gazzetta dello Sport. Questo uno stralcio delle sue dichiarazioni:

Sul suo addio ha pesato il mancato rinnovo?
“Potrei parlare ore di promesse non mantenute. Mi dicevano che ero una punta di diamante, invece sono sempre stato considerato solo una plusvalenza. Per due anni mi è stato detto che il nuovo contratto era pronto. A gennaio dell’anno scorso avrei firmato a poco più di quello che guadagnavo, perché a Roma stavo bene e sapevo che c’erano problemi col Financial Fair Play. Dopo tante chiacchiere mi sono stufato. Se io devo riflettere sul mio addio, penso che debbano farlo anche altri”.

Però la Roma non aveva in mano offerte che riteneva congrue per lei.
“In realtà non c’erano solo Bournemouth e Galatasaray, ma per non avere accettato gli inglesi sono stato messo fuori e i tifosi se la sono presa con me. Alcuni mi hanno inseguito con la macchina, altri sono venuti sotto casa. Io e la mia famiglia ci siamo spaventati anche perché ci siamo sentiti soli. Era gente arrabbiata, con cui non si poteva parlare. In quei giorni ho spento anche il cellulare perché arrivavano pure brutti messaggi”.

Come si è lasciato con i suoi compagni?
“Sono rimasto deluso da quasi tutti. Non faccio nomi, ma dicevano che eravamo come fratelli e poi non mi hanno neppure salutato”.

Se le diciamo Feyenoord, a che cosa pensa?
“Facile. Alla Roma che lo ha pescato in Coppa. E a me torna in mente che probabilmente è stata la notte più bella della mia vita calcistica finora, insieme a quella contro il Porto, in cui segnai doppietta in Champions, e all’esordio in Nazionale. Proprio aver segnato la rete decisiva in finale contro gli olandesi mi fa sentire la Conference tanto mia. Se poi penso alla festa al Circo Massimo e ai tifosi, ancora mi vengono i brividi, ma non voglio fermarmi qui”.

In compenso sarà difficile avere amici romanisti: è stato etichettato come traditore. 
“È una cosa che mi è dispiaciuta tantissimo. Roma mi ha dato tutto, grazie alla Roma ho vinto e ho esordito in Nazionale, mio figlio è nato lì. Essere definito in quel modo è una brutta batosta”.

Lo ammetta: probabilmente ha sbagliato anche lei in determinate circostanze. 
“La verità verrà fuori. Le dico che mi sono sempre allenato, anche se non con gli altri”.

Non nascondiamolo: alcuni ex compagni potrebbe ritrovarli anche in Nazionale. Problemi in vista?
"Non credo. Forse qualcuno può avere delle difficoltà con me. Io non ne ho. Chi ha la coscienza sporca lo sa".

Che rapporto ha avuto con Mourinho? Si dice che si adatti meglio ai campioni che ai giovani.
“È un grandissimo allenatore e una grandissima persona. Mi ha fatto giocare quasi sempre. Certo, lui è abituato a gestire i fuoriclasse e io non lo ero. Mi sarebbe piaciuto averlo tra quattro o cinque anni, però mi ha dato tanto lo stesso”