Cristante ospite al liceo di Trigoria per la campagna "No Bulli"
In occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo del 7 febbraio, l’AS Roma ha promosso una mattinata formativa rivolta ai ragazzi e alle ragazze delle squadre Under 15, Under 16 e Under 17, studenti della scuola superiore gestita dal Club a Trigoria in collaborazione con l’Istituto Paritario Giovanni Paolo II. L’iniziativa rientra nella campagna “No Bulli” del Consiglio Regionale del Lazio, a cui la Roma aderisce dal 2019, e ha avuto come tema centrale il rispetto, affrontato attraverso la prevenzione di fenomeni critici legati all’utilizzo dei social network. L’incontro è stato guidato dagli specialisti dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e della Polizia Postale, che hanno sensibilizzato i giovani atleti sui rischi della rete, spiegando come un semplice click o un commento superficiale possano generare conseguenze profonde per chi li subisce e serie responsabilità per chi li compie. Durante la sessione, introdotta dal Chief Football Operating Officer dell’AS Roma Maurizio Lombardo e dal Vice Presidente del Consiglio Regionale del Lazio Giuseppe Cangemi, sono stati analizzati temi quali la diffamazione online, l’esclusione sociale, la web reputation, la responsabilità digitale e il fenomeno del revenge porn, sottolineando il ruolo dello smartphone come strumento potente che richiede consapevolezza.
CRISTANTE OSPITE AL LICEO SPORTIVO PER LA CAMPAGNA "NO BULLI" - Un momento particolarmente significativo è stata la visita del centrocampista giallorosso Bryan Cristante, accolto dal dirigente scolastico Massimo Di Paolo e dall’Head of School Manrico Ferrari. Prima di raggiungere il campo di allenamento, Cristante ha voluto rivolgere un messaggio diretto ai ragazzi: “Voi siete dei punti di riferimento per i vostri coetanei già da ora. I vostri vicini di casa o di quartiere vi guardano come ragazzi privilegiati che giocano in una squadra importante. Avete quindi delle responsabilità e dovete essere d’esempio, dentro e fuori dal campo, perché con comportamenti sbagliati sui social si possono creare danni gravissimi ad altre persone".