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Florenzi: "Zeman? Una persona di poche parole, ma è molto chiaro"

di Redazione VG
Fonte: TMWmagazine

Luciana, Luigi, Emiliano, Ilenia. La vita del centrocampista giallorosso Alessandro Florenzi è fatta di nomi e di sogni, di radici e di origini, di Roma e di famiglia e lo racconta ai microfoni di TMWmagazine di questo mese. Se è vero che le parole hanno sempre un peso, il vocabolario del centrocampista è fatto di parole semplici. Sorride, seduto su un divanetto di Trigoria.

L’esordio tra i professionisti, i gol pesanti, la Roma, la Nazionale. "Tutto inizia a Vitinia". Florenzi ci tiene a sottolinearlo, perché strade e luoghi dell’infanzia per lui hanno un valore forte. Lì hai iniziato a muovere anche i primi passi da calciatore. Andare in Brasile al Mondiale sarebbe splendido ma ora penso al presente ..... 

Che tipo è mister Zeman? "Una persona di poche parole che quando parla, però, è molto molto chiaro. Si fa capire bene e poi il suo tipo di gioco mi diverte ed esalta caratteristiche di giocatori come il sottoscritto".

Dal giallorosso, all’azzurro. "Una delle persone che porterò sempre nel cuore è mister Rocca, il primo Ct in azzurro: con lui ho esordito in Under 20, in occasione di Italia-Germania. Poi l’Under 21, con Ferrara prima e con Mangia adesso".

Anche la Nazionale A con Prandelli, in verità... "Che emozione: Italia-Francia, un’amichevole che purtroppo non abbiamo vinto. Però, dentro nel secondo tempo, davvero un ricordo che non se ne andrà mai via. Mi ha reso orgoglioso, ripagato di tanti sacrifici, è stata un’emozione unica per me, per la mia famiglia, per Ilenia, per il mio agente. Per tutti".

Immagina il futuro, allora: Rio de Janeiro, Brasile 2014. "E’ lontano, sono realista, tengo i piedi per terra... Ok, è un sogno, è chiaro. E’ il sogno di tutti e chiaramente è anche il mio. Penso al presente, ma sarebbe bellissimo essere lì".


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