.

Genoa, De Rossi: "Magari un giorno giocherò un derby sulla panchina sulla quale ero seduto stasera"

di Valerio Conti

Al termine del match di ieri sera tra Lazio e Genoa, Daniele De Rossi ha commentato il momento della Lazio e ha colto l’occasione per ribadire il suo tifo per la Roma.

Cosa pensi del momento difficile che sta vivendo la Lazio con questa contestazione?
"No, non metto il becco in cose che non mi riguardano in queste contestazioni. Sono situazioni che vanno avanti da un po' di tempo qui alla Lazio, conosco marginalmente e non mi riguarda, quindi non metto bocca ma sarebbe la stessa cosa anche se parlassi della Roma, io devo pensare al rapporto tra la squadra e i tifosi qui al Genoa. Quello di stasera l'ho vissuto come un derby? Nessun derby, io faccio l'allenatore del Genoa, ho vissuto normalmente, sarebbe stato bello sentire anche qualche coro. Al momento dell'addio al calcio sapevo mi sarebbero mancati anche i tifosi avversari. Rimarrò a vita tifoso di quella squadra che tifo, spero che potrò giocare un derby contro la Sampdoria e sentire quel brivido. O magari lo giocherò sulla panchina sulla quale, ironia della sorte, stasera mi sono seduto".

Cosa ha preso da Sarri allenatore? Quale Lazio l'ha infastidita di più nel passato?
"Ho scambiato due parole con Sarri, ci siamo detti che c'erano più spettatori a Figline-Ostiamare rispetto a oggi. Ho seguito Sarri con grande passione, cosa ha fatto in quegli anni tra Empoli e Napoli rimane qualcosa di molto bello, è un allenatore con cui si può parlare di calcio. È una persona che dice quello che pensa e quello che senta, mi sembra una persona vera con i suoi spigoli. Io ho iniziato a giocare quando la vera grande Lazio stava finendo, era alla fine di un ciclo pazzeschi con i vari Veron, Nesta, Stankovic e Mihajlovic, quella era la più forte anche se l'ho affrontata per poco tempo. Non sono d'accordo che questa sia una Lazio estremamente povero, Isaksen, Cancellieri, Pedro, Maldini e Zaccagni sono fastidiosi da affrontare".


Altre notizie
PUBBLICITÀ