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Iachini: "Seguo Fonseca con grande curiosità, Petrachi ha avuto grandi intuizioni"

di Gabriele Chiocchio

Giuseppe Iachini, ex allenatore del Sassuolo, è intervenuto ai microfoni di Teleradiostereo.

Ha la sensazione che il Sassuolo stia alzando l'asticella delle proprie ambizioni?
"Sicuramente, è stato fatto un ottimo mercato, sono arrivati giocatori importanti, è stato speso tanto per migliorare la rosa. De Zerbi è bravo e la squadra è di grande qualità".

Ma perché è finita la sua storia col Sassuolo?
"Non ci sono stati i presupposti per poter continuare, ma ci siamo lasciati in amicizia, dopo un bell'anno passato insieme, con un 11° posto che è il secondo risultato nella storia del Sassuolo".

Berardi?
"È un ragazzo ancora giovane, sta facendo il suo percorso di crescita, ne posso parlare soltanto bene. È un giocatore serio, un ottimo professionista, c'è da dire che anche la società non ha voglia di liberarsene facilmente".

Da allenatore, qual è il collega che segue con più curiosità?
"Degli italiani non voglio tralasciare nessuno, però mi incuriosisce molto Fonseca, avrò un occhio di riguardo per lui".

Fonseca-De Zerbi, due allenatori che se la giocano a viso aperto.
"Ormai sono tutti così, si cerca sempre di mettere in difficoltà gli avversari. Non puoi andare a Roma a cercare di fare il punticino, altrimenti esci sconfitto".

C'è ancora qualcuno che attua un calcio all'italiana?
"Adesso il calcio lo si esaspera ancora di più, ci sono alcune regole che sono un po' eccessive, come ad esempio il passaggio in area sulla rimessa. Io penso che sia importante coniugare le due fasi, ma vorrei sempre una squadra esteticamente produttiva, ma che allo stesso tempo sappia far male agli avversari. Ogni formazione ha una sua caratteristica, una sua qualità: se hai un bagaglio tecnico importante, giochi il pallone in una certa maniera, se hai una squadra con una tecnica inferiore, se vuoi fare un'uscita palla ragionata, rischi di far danni. Devi capire bene il contesto, se subentri e devi salvarti, devi badare al sodo. Sta nella bravura dell'allenatore saper coniugare le sue idee con le caratteristiche dei suoi giocatori".

Si immaginava una crescita del genere di Sensi?
"Sul piano qualitativo è un giocatore fortissimo, ho un grande rapporto con lui. Sa ricoprire tanti ruoli a centrocampo, ha capacità di andare a leggere la giocata in anticipo rispetto agli altri, diventerà uno dei più forti centrocampisti italiani".

L'anno scorso cosa non funzionò ad Empoli?
"Quando arrivai eravamo penultimi, quando sono andato via la squadra era salva. Ho dovuto cambiare modulo, eravamo sulla strada giusta, a gennaio però c'è stato il mercato. Io di più non potevo fare".

Caputo?
"È un attaccante che sa far male, anche quando meno te l'aspetti, la Roma deve prestare molta attenzione a questo giocatore".

Il migliore acquisto della Roma?
"A me piace molto Mancini, anche se Mkhitaryan è un giocatore importantissimo. Petrachi ha avuto grandi intuizioni".  


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