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L'urlo di Bojan: "Ora sono felice"

di Redazione Vocegiallorossa
Fonte: Lorenzo Serafini - Paesesera.it

Mentre Ibrahimovic dalla Svezia lancia enigmatici avvertimenti sul piacere perduto di giocare a calcio, Bojan Krkic dalla Spagna ringrazia la Roma per avergli dato l’opportunità di tornare ad essere un calciatore felice. L’ex blaugrana si è raccontato al quotidiano “Sport”, rivelando i suoi progressi sotto il profilo tecnico e mentale, la ritrovata sicurezza nei propri mezzi, la serenità di allenarsi quotidianamente per giocarsi un posto in squadra. Con un occhio al futuro, alla Spagna, dove potrebbe tornare qualora il Barcellona lo volesse di nuovo a casa.

 

Passato ingombrante – Passare la vita nel Barcellona, passare la vita nella Catalogna, e poi dover andar via per dimostrare a quella terra di valere quanto un campione non è stato facile, soprattutto per un ragazzo di 21 anni. “Sono una persona molto attaccata alla Catalogna, dove ho vissuto tutta la vita tra Lynyola, Mollerussa, Bellpuig e Barcellona. Mai mi sono mosso da questa zona. Però mi sto trovando sempre più comodo perché comunque son venuto a Roma per il calcio". Lasciare il Barça non è stata una scelta facile, come però non era facile rimanere una comparsa mentre andava in scena il calcio più bello e applaudito di sempre. "Il Barcellona è stata la mia vita. Fin da quando ero piccolo mi ha insegnato tante cose e non solo a livello calcistico: nella cantera, negli allenamenti, nei tornei. Mi ha insegnato a vivere. Mi sento un privilegiato di essere stato blaugrana e aver avuto l'opportunità di giocare in questo club". Un passato glorioso nella cantera, con oltre 600 gol. Poi la doccia fredda ricevuta in prima squadra. "Sono più cosciente rispetto a tante cose. La vita che passavo nel calcio era fatta di successi, successi e successi. Non c'erano delusioni, giorni tristi, segnavo sempre e vincevamo trofei. Era un po' irreale. Avevo bisogno di rendermi conto di come era la vita. Mia madre mi dice che ho passato, a 21 anni, situazioni che lei provò a più di 30". Si è parlato spesso del carattere di questo giocatore: un po’ schivo, riservato, molto sensibile. Proprio queste sue caratteristiche lo hanno messo spesso in difficoltà durante la sua carriera al Barça.  "Ho detto molte volte che avevo momenti nei quali non stavo bene: per mancanza di fiducia visto che giocavo poco o perché mi fasciavo la testa senza motivo e questo abbassava il mio rendimento. Però in altri momenti credevo che avrei potuto giocare e l'opportunità non arrivava". Ora l’opportunità si chiama Roma.

 

Finalmente felice -  "Ricordo che i miei genitori – racconta Bojan -  mi chiamarono a tarda notte, molto felici, e mi dissero che il trasferimento era fatto. Erano molto contenti perché volevano vedermi felice ancora. Però mia madre notò qualcosa di strano e mi chiese "Non sei contento"? Io lo ero, però qualche volta ero triste. Era una doppia sensazione. Si apriva la porta di un grande club dove avrei potuto recuperare fiducia, però mi vennero in mente anche i 12 anni passati al Barcellona. Mai mi sarei immaginato con un'altra maglietta. E' qualcosa che ho saputo digerire e grazie alla Roma e i tifosi mi sento ogni giorno meglio". Nelle parole di Bojan è impossibile non trovare la malinconia e la nostalgia dei giorni in blaugrana, e la convinzione (quasi artificiosa) che le cose ora andranno meglio. E’ un passato ingombrante quello vissuto a Barcellona, che solo il calcio, i minuti e i tifosi della Roma possono fargli dimenticare. “Grazie a Dio sta andando bene, non solo per il primo gol e per il minutaggio che ho avuto, ma anche perché sto tornando a recuperare la sensazione di sentirmi importante e quindi ad essere felice con il calcio". Una felicità ritrovata e quotidiana come racconta Bojan. "Dalla voglia con cui mi alzo la mattina, la voglia di allenarmi, di sapere che mi sarà utile, che otterrò qualcosa. Devo lavorare per giocare, però so che in questo modo avrò la possibilità di sfruttare le mie occasioni e di far vedere che ho fiducia. A Roma sto recuperando tutto questo". Quello che sembrava un incubo, abbandonare la squadra più titolata ed acclamata del mondo, per una quasi alla periferia del calcio che conta, si è trasformato invece nell’opportunità del rilancio per Bojan Krkic. "Per questo dico che nella vita tutte le cose accadono perché devono accadere. E fino ad ora è così e quando credi che una situazione che vivi sia brutta, può trasformarsi nel miglior regalo di tutta la tua vita".


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