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Luis Enrique s'infuria: mancano grinta e concentrazione

di Francesco Gorzio
Fonte: Paese Sera - Lorenzo Serafini

“Roma non è stata costruita in un giorno”. Lo dice il proverbio, lo ha ripetuto in più di un’occasione Thomas DiBendetto, facendovi poi spesso seguire la parola “pazienza”, termine chiave di tutta la nuova gestione, societaria e tecnica. La ripeteranno più volte Fenucci, Luis Enrique, Sabatini, qualche giocatore e infine Baldini. Tra la convinzione, il convincimento e la prevenzione. Dopo quasi quattro mesi, circa 111 giorni della gestione di Luis Enrique, sono ancora molti i dubbi, tante le incertezze, ancor di più le paure. Troppi sicuramente gli appuntamenti finora mancati: l’eliminazione rocambolesca dall’Europa League, l’esordio negativo all’Olimpico, la sconfitta nel derby (la prima contro Reja), due su tre scontri diretti persi (Inter, Lazio, Milan). Le colpe non possono essere certo tutte del tecnico spagnolo, anche se ha più volte chiesto di non attaccare i singoli, ma di ricondurre tutto a lui. Una sorta di parafulmine, che però non può assorbire tutti i problemi.

La difesa non va – Il tecnico asturiano ha promesso un gioco offensivo, ha fatto del possesso palla la caratteristica principale del suo modello di calcio. Le azioni della Roma devono partire dalla difesa, vietato buttare via un pallone. Ma i problemi non sono tanto nella fase di impostazione, anche se non vi mancano, quanto in quella difensiva. Perfetto equilibrio tra i gol fatti e quelli subiti: 11 per parte. Troppi sicuramente quelli incassati, complici le distrazioni, complice il rendimento non esaltante di alcuni giocatori. Su tutti Marco Cassetti. Invocato a gran voce da critici e tifoseria quasi dovesse salvare la causa romanista da un sicuro annegare, ha fin qui regalato prestazione abbondantemente al di sotto della sufficienza. Nell’ultima gara, quella con il Milan, è risultato disastroso sia in fase difensiva (perdendo la marcatura di Nesta sul secondo gol rossonero) sia in fase offensiva. Sta facendo rimpiangere Rosi, che fino a poca fa per i tifosi della Roma non rappresentava neanche un valido rincalzo per Cicinho. Dall’altra parte della fascia, il giovane e sempre impiegato Josè Angel è in netta fase involutiva. Ad inizio stagione sembrava uno degli acquisti maggiormente riusciti da parte di Sabatini, ora sta rivelando tutti i suoi limiti dal punto di vista difensivo e della personalità. L’ex Gijon perde spesso la marcatura, e in fase offensiva quando si spinge in avanti, sempre troppo poco per le sue capacità, fatica ad essere incisivo o preciso. Dei quattro difensori, a stento se ne salva uno. Burdisso sembra finora il migliore, o almeno quello che finora è piaciuto di più. Kjaer è ancora lontano dall’essere una sicurezza, e l’espulsione nel derby ha messo in luce tutti i suoi limiti. Heinze ha finora alternato buone prestazioni, sempre condite da una grande dose di determinazione, ad amnesie spesso fatali, come nel gaso del primo gol del Genoa mercoledì scorso. Juan non solo è apparso decisamente in ritardo atletico, ma nelle occasioni in cui è stato schierato è sembrato il lontano parente di quel difensore da tutti ammirato. Luis Enrique dovrà lavorare molto sulla fase difensiva, soprattutto sui calci piazzati: subire  5 reti su 11 da calcio d'angolo è una statistica che neanche una squadra di dilettanti può permettersi. Contro il Milan due gol sono arrivati proprio dai corner.

Verso Novara – I giallorossi si ritroveranno alle 15 a Trigoria per cominciare a preparare la partita di Sabato, ore 20.45, contro il Novara. Prima di scendere in campo Luis Enrique mostrerà di nuovo la partita ai suoi giocatori, analizzando minuziosamente ogni errore, concentrandosi soprattutto sulle marcature dei difensori. Per quanto riguarda gli infortuni, sono da verificare le condizini di Borini e Juan, entrambi usciti anticipatamente dal campo per problemi muscolari. Da controllare anche le situazioni di Rosi, Lobont, Cicinho e Totti. La Roma senza il suo capitano ha finora fatto registrare una vittoria e tre sconfitte. Solo coincidenze magari, ma nella futura 12ma formazione giallorossa, Luis Enrique spera di poter inserire anche Francesco Totti.


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