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Scontri Liverpool-Roma, la versione dei fatti di Lombardi: "Ho usato la cintura per difendermi"

di Andrea Cioccio

È ricominciata questa mattina al Preston Crown Court il processo a Filippo Lombardi, tifoso romanista arrestato a Liverpool dopo gli scontri dello scorso 24 aprile, in cui rimase gravemente ferito Sean Cox. Questa la versione dei fatti secondo l'imputato, riportata da liverpoolecho.co.uk: "Alcuni tifosi del Liverpool si erano avvicinati a me, mi parlavano non in maniera amichevole. Capii che poteva essere una situazione pericolosa e alcuni metri prima dell’angolo con Venmore Street mi sono avvolto la cintura alla mano. Un uomo con una sciarpa bianca mi ha detto qualcosa, simile a “fight” ed io ho fatto il movimento con la cintura per allontanarlo da me. Continuava a parlarmi in modo non amichevole, per questo l’ho fatto di nuovo. Non volevo colpirlo, ma solo allontanarlo. Dopo ho visto Sean Cox per la prima volta, era già a terra. Non ho realizzato cosa stava succedendo, così come non ho visto nulla. Intanto il tifoso con la sciarpa bianca ha continuato a parlarmi in modo aggressiva: “Lascia la cintura e combatti con me”. Un’altra persona, con una giacca blu e il volto coperto, si è avvicinata a me, abbiamo iniziato a discutere e ci siamo presi a pugni. Non mi sono allontanato per paura che se mi fossi girato mi avrebbe colpito alle spalle. Non ho visto chi ha colpito Sean Cox, ho visto un uomo a terra e mi sono ritrovato circondato da tifosi del Liverpool, mi sono sentito solo. Il mio è stato un errore, ma non cercavo guai quel giorno. Non volevo colpire nessuno con la cintura, volevo solo andarmene da lì ed entrare allo stadio”. 


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