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Shevchenko: "Mi chiamò la Roma. Spalletti fu un signore"

di Maurizio Rasa

Durante l'episodio di "Fenomeni" in onda su Prime Video, Andriy Shevchenko ripercorre alcune tappe della sua carriera tra cui il ritorno al Milan dopo l'esperienza al Chelsea e il tentativo fatto dalla Roma di Spalletti per portatlo nella Capitale. Ecco le sue parole:

«Perché mi voleva tanto, c’era un allenatore che mi chiamava. Mi ha chiamato la Roma, sì, mi ha chiamato la Roma. Spalletti è stato un signore, mi ha chiamato, abbiamo parlato. Io mi sono fissato tanto, soprattutto per il rapporto che si era creato con lui. Mi ha detto: “Guarda, mi piacerebbe che tu venissi qua”. Abbiamo parlato di tutto. È stata presa una decisione in tre giorni, perché io volevo restare al Chelsea e continuare, poi ho capito che non avevo più spazio. Quello è vero. Poi mi ha chiamato Berlusconi e mi ha detto: “Guarda, devi tornare al Milan, se vuoi”. Ho parlato con la dirigenza del Chelsea, ho spiegato le mie motivazioni, perché stavo cambiando, e loro hanno capito perfettamente. Così sono tornato al Milan. Sono tornato un giocatore diverso. Non ero fisicamente più il giocatore che era stato al Milan. Sono riuscito a recuperare solo due anni dopo, quando sono tornato alla Dinamo Kiev e ho avuto continuità. Ho cominciato a rianimarmi, a giocare. Ho avuto tanti problemi con la schiena. La mia forza era la forma fisica, scattavo, cambiavo direzione. Quando sono arrivato al Milan ero il 50% del giocatore che era stato anni prima».


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