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Il Camp Nou ma non solo: Dzeko ci riprova in un tempio d'Europa

di Gabriele Chiocchio
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio

Volendo ragionare con disincanto, per superare un qualsiasi turno a eliminazione diretta di Champions League è molto importante, se non essenziale, segnare almeno un gol nella gara in trasferta. A Barcellona, al Camp Nou, la Roma c’è riuscita con due giocatori: nel 2002 fu Christian Panucci, in un 1-1 poi amaro viste le sorti di quel secondo girone, nel 2015 fu invece Edin Džeko, autore della rete dell’1-6, risultato non certo utile (eufemismo) per mantenere intatte ipotetiche chance di qualificazione (anche in quel caso si era in una fase a gironi, per cui l’ampiezza dello scarto della sconfitta aveva importanza relativa) e possibilmente da non replicare tra due giorni. Il difensore, ovviamente, è il passato, il centravanti è il presente ed è a lui che, principalmente, i giallorossi si affidano per fronteggiare il gigante blaugrana, probabilmente insuperabile ma a cui tenere testa in tutti i 180 minuti, i primi 90 dei quali da giocare in uno dei templi del calcio europeo e mondiale. Il centravanti bosniaco ha spesso palesato un’altalena di rendimento dipendente da diversi fattori, non certo, però, dal contesto in cui va in scena: oltre al Camp Nou, Džeko ha messo la firma in altri grandi stadi d’Europa, già ai tempi del Wolfsburg quando fece gol in due diverse apparizioni all’Allianz Arena di Monaco, in gare comunque perse, 4-2 nel 2008-2009 - la stagione del titolo - e 2-1 nel 2010-2011. In mezzo, l’esordio in Champions League e un altro gol in un campo storico come l’Old Trafford di Manchester; anche in quel caso finì male (2-1), ma era solo l’antipasto di quanto sarebbe poi accaduto nelle stagioni a venire, con due doppiette del bosniaco negli storici derby in trasferta del 2011-2012 e 2013-2014, il primo finito addirittura 1-6 e il secondo 0-3, entrambi passi decisivi per la conquista dei due titoli del Manchester City. Titoli che hanno significato anche partecipare nuovamente alla Champions League, con un’apparizione al Santiago Bernabeu condita dal gol del momentaneo pareggio in risposta alla rete di Marcelo, in un match poi terminato 3-2 per i padroni di casa. Germania, Inghilterra - ulteriormente esplorata con un gol all’Emirates Stadium nella vittoria per 2-0 del Manchester City del gennaio 2013 e con la recente doppietta di Stamford Bridge con la maglia della Roma - e Spagna: all’appello manca l’Italia, e quale stadio più iconico del Giuseppe Meazza di San Siro per dare lustro alla propria carriera? Due gol a maggio, uno a ottobre del 2017 contro il Milan alla Scala del Calcio, tanto per ribadire che più è importante il palcoscenico, più Džeko si esalta. E il Camp Nou di certo non è un teatro di provincia.


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