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L'evoluzione giallorossa rigenera Mancini

di Alessandro Pau
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Alessandro Pau

Da qualche settimana ormai la Roma ha cambiato abito. Mister Paulo Fonseca prima del lockdown aveva già provato in qualche sporadica occasione a lasciare in panchina la difesa a 4 elementi per provare quella a 3. I motivi principali derivavano dalle tante assenze per infortunio che costringevano il tecnico a sperimentare nuovi moduli solamente per poter mettere in campo 11 giocatori nei propri ruoli naturali. Come si dice in questi casi, la Roma ha fatto di necessità virtù, trasformando di fatto un cerotto in una nuova pelle. Le caratteristiche dei calciatori in rosa, almeno alcuni, sembrano più congeniali a questo schieramento tattico, e tra questi è impossibile non nominare Gianluca Mancini, uno di quelli che sta beneficiando maggiormente di questo cambiamento. A dirla tutta, nei momenti di magra Mancini è stato spostato a centrocampo per occupare la porzione di campo proprio di fronte all’area di rigore, ma l’attuale abbondanza in tutti reparti gli ha concesso di tornare a occupare la sua posizione prediletta: non più al fianco di Smalling nella coppia centrale di difesa, ma terzo a destra nella nuova retroguardia a 3 giallorossa.

Prestazioni positive e convincenti quelle del difensore toscano nell’ultimo periodo, cresciuto fisicamente al pari di tutta la squadra, ma anche e soprattutto sotto il punto di vista tecnico. Fin ora il suo campionato è stato sufficiente, ma con il passaggio alla difesa 3 la sua media voto potrebbe subire una leggera impennata. A Bergamo, quando vestiva la casacca dell’Atalanta, Mancini ha imparato a giocare con questo schieramento tattico, ed è proprio in quelle condizioni che ha attirato su di sé le mire di tanti top club, tra cui la stessa Roma che ha poi deciso di portarlo a Trigoria per 15 milioni più 8 di bonus. Una cifra importante per un difensore 23enne, ma non esagerata se si considerano le cifre del calciomercato degli ultimi anni. Mancini ha dimostrato di essere un giocatore al servizio della squadra, capace di interpretare diversi ruoli a seconda delle esigenze del match.

Nell’ultima sfida giocata dai giallorossi, ovvero la vittoria casalinga contro l’Hellas Verona, il numero 23 non è esente da colpe sul gol, per fortuna ininfluente, di Pessina, ma nel resto della gara ha messo in campo una prestazione positiva. Soprattutto dopo il gol scaligero il suo lavoro e la sua grande aggressività sono stati decisivi per salvaguardare il risultato favorevole dei giallorossi. Proprio come faceva spesso a Bergamo in maglia orobica, Mancini si è spesso staccato dalla linea difensiva per aiutare la squadra nell’impostazione, qualità che gli appartengono e che ha mostrato di possedere anche nel ruolo di mediano. Per arrivare al livello del giocatore visto alla Dea serve ancora un pizzico di attenzione in più, un’intensità maggiore per tutta la durata del match e magari anche un po’ più di freddezza sotto porta: lo score di quest’anno infatti recita una rete in 36 presenze, al contrario delle 6 realizzazioni in 35 giornate fatte registrare nella scorsa stagione. Chissà che il cambio modulo non possa rigeneralo sotto ogni punto di vista, questo compreso.

Prossima partita: Roma-Inter, domenica 19 luglio ore 21:45
Probabile formazione (3-4-2-1):
Pau Lopez; Mancini, Ibanez, Kolarov; Zappacosta, Diawara, Veretout, Spinazzola; Pellegrini, Mkhitaryan; Dzeko.
Ballottaggi: Zappacosta/Peres, Cristante/Diawara.
In dubbio: -
Squalificati: -
Diffidati:
Santon, Kluivert, Dzeko, Diawara.
Indisponibili: Santon (lesione muscolare al polpaccio sinistro), Mirante (risentimento al polpaccio), Fazio (contusione alla caviglia sinistra)


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