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Roma-Lazio - I duelli del match

di Gabriele Chiocchio
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio

Un derby importantissimo per la classifica vedrà di fronte Roma e Lazio, nel match delle 18:00 della seconda giornata di ritorno di Serie A.

Come di consueto, Vocegiallorossa.it vi offre i duelli che potrebbero decidere la sfida.

SMALLING-IMMOBILE - L’andata ha visto una Roma in netta difficoltà a livello difensivo, con uno schieramento molto basso che ha finito per attrarre la Lazio nell’ultimo terzo di campo. Allora Immobile era a quota 2 e a quota 2 gol rimase, non andando a segno per una delle 4 volte in cui è capitato in questo campionato, anche a causa del palo colpito. Allora, però, non c’era ancora Chris Smalling, che avrebbe esordito solo qualche settimana dopo contro l’Atalanta e che da lì in poi non è più uscito dal campo: sarà lui ad avere il compito di fermare il capocannoniere del campionato.

CRISTANTE-MILINKOVIC - Nel 2018 Monchi decise di portare a Roma Cristante dopo una stagione da 12 gol in campionato: potenza fisica, elevazione e inserimenti, caratteristiche che avrebbero potuto renderlo anche il sostituto di Sergej Milinković-Savić qualora il serbo fosse partito. Così non è stato e il numero 4 giallorosso sta vivendo la sua avventura capitolina un po’ nel limbo, non riuscendo a replicare quanto fatto a Bergamo principalmente per questioni tattiche: schierato, principalmente, da mediano, non può ovviamente fare lo stesso lavoro che faceva con Gasperini. Cosa che invece può fare Milinković-Savić, che da mezzala può aggiungersi alla manovra offensiva: il suo obiettivo è segnare contro la Roma per la prima volta in campionato, dopo i due centri andata e ritorno nella semifinale di Coppa Italia 2016/2017.

DŽEKO-ACERBI - Edin Džeko ha segnato solamente due gol nel derby, di cui uno solo su azione, nelle stracittadine di quattro stagioni fa, le ultime due senza Simone Inzaghi sulla panchina opposta. La difesa a 3 scelta dal tecnico biancoceleste lo ha spesso messo in difficoltà, almeno, dal punto di vista realizzativo, visto il forte isolamento dai compagni di reparto. Dal bosniaco ci si aspetta una partita “da Champions League”, competizione in cui ha spesso fatto grandi cose e che ha voglia di riassaggiare il suo rivale diretto, Francesco Acerbi, protagonista nella coppa più importante per appena 169 minuti ma comunque dimostratosi capace, in questi anni, di fronteggiare elementi dall’importante pedigree come, appunto, il bosniaco.


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