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Un altro Somma nel destino di Radja Nainggolan

di Alessandro Paoli

Quando Radja Nainggolan arrivò in Italia, nove anni fa, era un talentuoso trequartista di 16 anni figlio di Marianus, indonesiano protestante di etnia batak, e Lizy Bogaerts, una belga cattolica di etnia fiamminga, con il sogno di sfondare nel calcio professionistico. Segnalato dall'agente FIFA Alessandro Beltrami - tutt'ora agente di Nainggolan - approda al Piacenza dopo aver militato nelle giovanili del Germinal Beerschot. Proprio con la maglia biancorossa, che Radja vestirà sino al 2010, avviene l'incontro che gli cambia la carriera. Nella stagione 2007/2008 arriva sulla panchina del Piacenza il tecnico Mario Somma, padre di Michele (attuale compagno di squadra di Radja in giallorosso) ed attuale tecnico della Salernitana.
Somma, allenatore capace di vincere tre campionati consecutivi in tre categorie diverse con tre squadre diverse - unico allenatore della storia del calcio italiano ad esserci mai riuscito -, intuisce quello che nessuno aveva intuito riguardo a Nainggolan. Per il tecnico di Latina, Radja non è un trequartista o una seconda punta in quanto poco predisposto al gioco spalle alla porta, bensì un intermedio di destra in un centrocampo a tre (ruolo in cui Nainggolan si consacrerà e nel quale tutt'ora gioca nella Roma) poiché ha forza, interdizione e capacità d'inserimento partendo da dietro.
Proprio in quella stagione, oltre a cambiare ruolo e prospettive alla sua carriera, Radja conosce Michele, il figlio del suo allenatore, che, a distanza di sei anni, è diventato un suo compagno di squadra. Stiamo ovviamente parlando di Michele Somma, l'autore della doppietta nell'amichevole austriaca contro l'Eltendorf, nonché talentuoso difensore, classe '95, alla corte di Rudi Garcia.
Chissà se Nainggolan, dopo l'amichevole contro il Liverpool (AS Roma vs Liverpool FC 1-0, 24 luglio) - dove lui ed il giovane Somma hanno giocato insieme per la prima volta -, hanno parlato di tutto questo e chissà, se tra un momento e l'altro qui in Austria, il Ninja non abbia trovato il tempo di raccontare a Michele come il padre, Mario, gli abbia cambiato la carriera in quella stagione a Piacenza.


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