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Un Chi...occhio al Regolamento - Juventus-Roma 4-0

di Gabriele Chiocchio

Non è stato di certo decisivo ai fini dell'esito della gara, ma l'operato della quaterna arbitrale guidata dal signor  Mauro Bergonzi ci regala uno spunto importante per parlare di un punto importante del Regolamento, vale a dire il fallo che impedisce la realizzazione di una chiara occasione da gol, presupponendo sempre che  il nostro scopo non è quello di proporre una pura e semplice "moviola", ma di spiegare in base a quali punti del Regolamento l'arbitro prende determinate decisioni.

L'episodio cui facciamo riferimento è quello del calcio di rigore assegnato alla Juventus per il fallo in area di rigore di Maarten Stekelenburg su Claudio Marchisio. Oltre ad assegnare il rigore, l'arbitro ha espulso (per la seconda volta, la precedente nel derby) il portiere olandese per aver impedito la realizzazione di una chiara occasione da gol da parte del centrocampista bianconero.

Il Regolamento impone specifici criteri da seguire per prendere la decisione sul provvedimento disciplinare:

Gli arbitri per decidere se espellere un calciatore per aver impedito la segnatura di una rete o un’evidente opportunità di segnare una rete devono considerare i seguenti fattori:

• La distanza tra il punto in cui è stata commessa l’infrazione e la porta;
• La probabilità di mantenere o entrare in possesso del pallone;
• La direzione dello sviluppo dell’azione di gioco;
• La posizione ed il numero dei difensori;
• L’infrazione che impedisce ad un avversario un’evidente opportunità di segnare una rete può essere un’infrazione sanzionabile con un calcio di punizione diretto o un calcio di punizione indiretto.

(da "Il Regolamento del Giuoco del Calcio", ed. 2011, Interpretazioni delle Regole del Gioco e Linee Guida per Arbitri alla Regola 12, "Falli e Scorrettezze")

Andiamo ad analizzare l'azione criterio per criterio:

distanza tra il punto in cui è stata commessa l’infrazione e la porta: Marchisio, al momento del contatto con Stekelenburg, si trova a pochi passi dalla porta giallorossa;

probabilità di mantenere o entrare in possesso del pallone: la situazione qui è sicuramente meno evidente: il numero 8 bianconero manda il pallone in avanti con un certo vigore, e molto probabilmente, senza l'intervento del portiere, Marchisio non avrebbe potuto riconquistare il possesso dello stesso;

direzione dello sviluppo dell’azione di gioco: qui nessun dubbio, l'azione di Marchisio è evidentemente direzionata verso la porta di Stekelenburg;

posizione ed il numero dei difensori: sulla stessa linea di Marchisio ci sono Aleandro Rosi e Fabio Borini, peraltro nella zona dove va a finire il pallone toccato da Marchisio.

Per Bergonzi, sono risultati dunque sufficienti due criteri su quattro per decretare l'espulsione di Stekelenburg.

Episodio analogo era accaduto nel lunch-match tra Fiorentina e Inter, arbitrato dalla quaterna guidata dal signor Paolo Valeri: Julio Cesar atterra Andrea Lazzari in area di rigore, ma viene in questo caso soltanto ammonito. Analizziamo anche questa situazione secondo i quattro criteri:

distanza tra il punto in cui è stata commessa l’infrazione e la porta: anche in questo caso il fallo avviene a pochi passi dalla porta di Julio Cesar;

probabilità di mantenere o entrare in possesso del pallone: il centrocampista viola non allontana eccessivamente il pallone dai suoi piedi;

direzione dello sviluppo dell’azione di gioco: Lazzari supera Julio Cesar spostandosi però verso l'esterno e non in direzione della porta;

posizione ed il numero dei difensori: probabilmente nessun difensore dell'Inter avrebbe potuto impedire a Lazzari di giocare il pallone, una volta mantenutone il possesso.

Valeri ha dato evidentemente un peso diverso ai quattro criteri rispetto a quanto fatto da Bergonzi: in questa azione tre punti su quattro si concretizzano, ma il provvedimento è solo il cartellino giallo per aver interrotto una promettente azione d'attacco.

La discrezionalità è dunque elemento fondamentale e insindacabile per la decisione sul provvedimento disciplinare da comminare a chi commette un fallo di questo tipo; il Regolamento può dare delle linee guida per aiutare l'arbitro a prendere decisioni uniformi, ma i quattro punti da esso elencati non sono vincolanti e ogni azione è soggetta all'interpretazione degli ufficiali di gara.


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