Como, Fabregas: "Il falso nove è un'alternativa. Perrone? Pronto a subentrare"
Cesc Fabregas ha rilasciato alcune dichiarazioni a Sky Sport. Queste le sue parole:
Le scelta di formazione? Perrone come sta?
"Sì, lui è convocato. È vero che lui, come tutti i giocatori, dice di stare bene, ed è giusto che sia così. Però ieri si è allenato solo un po’ con la squadra e, per questo tipo di partite, è meglio avere a disposizione chi è stato al 100% per tutta la settimana. Lui è comunque pronto a entrare se ne avremo bisogno, ma oggi era importante andare con i giocatori che si sono allenati bene tutta la settimana e con le idee molto chiare".
La difesa a tre?
"Lo dici tu che è a tre... la vedremo poi".
Invece l’idea del falso nove è qualcosa che stiamo vedendo sempre più spesso: è un’alternativa che avete trovato?
"Sì, è un’alternativa in più, però per me resta comunque un attaccante, solo con caratteristiche diverse. Se giochi con Osimhen hai un giocatore che attacca molto la profondità, se giochi con Messi è uno che viene più incontro a giocare, se giochi con Haaland è uno che protegge di più la palla, come Lukaku. Sono caratteristiche diverse. Tutto dipende da quello che pensiamo per la partita: scegliamo in base alle qualità dei giocatori e a quello che vogliamo fare in campo».
Si aspettava di giocarsi la Champions League?
"Ovviamente non mi immaginavo di essere qui così in fretta, ma non per questo. La vita dell’allenatore è giorno dopo giorno: non possiamo pensare a cosa succederà tra un mese o tra due. Noi abbiamo una visione, un processo che pensiamo possa portarci lontano tra tre, quattro o cinque anni. Da lì bisogna lavorare, crederci e continuare a crescere piano piano, con tutti i giocatori e con tutta la società. Ripeto: siamo tutti molto giovani, la società, il direttore, lo staff, i giocatori. Per questo dobbiamo continuare con pazienza, coraggio, umiltà e lavorare molto".
Fabregas ai microfoni di DAZN
Nei ragazzi si dice che questa sia la partita più importante della storia del Como. Lei cosa ha visto nella squadra?
«Buonasera. Non lo so se è la partita più importante della storia. Penso che ci sia gente qui che lo può dire molto meglio di me. L’unica cosa che posso dire è che per noi è una partita in più, una partita importante. Sono tre punti, mancano dieci partite, nove dopo questa. Dobbiamo continuare a lavorare, perché nel calcio puoi vincere oggi e poi perdere le prossime due, oppure l’opposto. Per questo ripeto sempre che nel calcio bisogna lavorare e preparare la partita per andare a vincere. Nel nostro caso vediamo se oggi quello che abbiamo preparato funziona».
Partite senza un centravanti di ruolo. È una scelta per avere più controllo del gioco e più palleggio?
«Sì, ovviamente questa è una delle ragioni: occupare bene il centrocampo. Noi abbiamo giocatori di qualità, gente che in partite come queste, dove ti vanno tanto uomo contro uomo e dove sarà una partita molto fisica, deve avere personalità e coraggio. Gente di qualità che vuole la palla e la sa gestire. Poi abbiamo anche giocatori come Smolcic e Bayer che possono attaccare bene la profondità. Ho vissuto tante partite contro blocchi bassi, blocchi medi che aspettano, oppure contro squadre che marcano a uomo. Penso che la squadra sappia rispondere bene a tutte le situazioni e vediamo se oggi succederà la stessa cosa e se funzionerà tutto quello che abbiamo preparato».
Con Gasperini e con la Roma non sono mai state sfide banali. Anche questa atmosfera fa parte della partita?
«Ognuno vede il calcio in una maniera diversa. Questa è la cosa più bella del calcio: si può vincere in tanti modi. Tutti abbiamo la nostra opinione, questa è quella del mister e io la rispetto al cento per cento. Succede che a volte credi più in una cosa che in un’altra, ma noi dobbiamo lavorare per il nostro percorso, per la nostra crescita, per il nostro calcio e per la nostra identità. Sinceramente quello che pensano gli altri non mi interessa tanto, perché non sono qui con la nostra visione e con la nostra idea. È un’altra, ma può essere vincente uguale. Proviamo a portare oggi la vittoria a casa, che per me è la cosa più importante».