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Spezia, Thiago Motta: "Non abbiamo creato abbastanza per rientrare in partita. Loro hanno gestito la partita"

di Marco Campanella

Nel post partita di Roma-Spezia, ha parlato il tecnico delle Aquile Thiago Motta.

Thiago Motta a Sky Sport

Quanto hanno pesato le difficoltà sulle palle inattive?
“Anche per questo siamo nella situazione in cui siamo. Abbiamo subito due gol su calcio d’angolo, che sono sempre evitabili, loro ne hanno approfittato e hanno gestito la partita. Noi non abbiamo creato abbastanza per rientrare in partita”.

Cosa le ha detto Mourinho?
“Io ho una stima enorme per lui e penso sia reciproco. Lui è una persona vera, l’abbraccio è spontaneo, ci vogliamo bene. Siamo stati rivali per 90 minuti e prima e dopo saremo sempre amici”.

Gyasi renderebbe di più vicino alla porta?
“Si, anche. Nell’ultima partita col Sassuolo ha segnato, può fare l’attaccante. Al momento abbiamo bisogno che faccia tutta la fascia, lui è importante al di là del ruolo che ricopre, quest’anno ha fatto anche il terzino sinistro. Sono contento di averlo, abbiamo bisogno di lui”.

C’è bisogno di rinforzi a gennaio?
“Per il momento il mercato è chiuso per noi, abbiamo quattro sessioni chiuse. Se sarà aperto, vedremo cosa accadrà con la società”.

Lei ha avuto la sensazione di poter recuperare la partita?
“No, non ho avuto la sensazione di poter rientrare in partita e questa cosa mi dispiace perché oggi sarebbe stata un’opportunità interessante per noi”.

Thiago Motta a DAZN

Non sei molto soddisfatto.
“Esatto, abbiamo trovato una squadra che è forte ma potevamo fare di più. Potevamo evitare angoli che sono sempre pericolosi, potevamo giocarcela fino alla fine. Era una buona opportunità e non l’abbiamo sfruttata”.

Quanto soffri stando in panchina?
“Apprezzo il lavoro che abbiamo fatto, la nostra squadra ha creato molto contro una squadra superiore come la Roma, che lotta per l’Europa. Ogni mattina mi alzo pensando di poter crescere insieme alla squadra, anche se andremo a giocare contro squadre forte, dobbiamo essere in grado di competere, palleggiare, avere una personalità forte e saper gestire un tipo di partita con o senza palla. Il mio obiettivo è questo e non smetterò finché lo faremo dentro dal campo”.

Mourinho ha detto che devi avere pazienza in questo momento.
“La pazienza ce l’hanno tutti ed è per questo che abbiamo scelto questo lavoro con grande impegno e voglia. Vogliamo trasmettere tutto quello che abbiamo imparato ai calciatori, che poi vanno in campo e devono essere i protagonisti. Cerco sempre di dare il mio meglio sperando che siano loro i veri protagonisti”.

Mourinho?
“Prima e dopo la partita è stato bello ritrovarlo, durante la partita no. Ho una stima enorme, è un’ispirazione per me e per gli altri”.

Manca un po’ di qualità alla tua squadra?
“Sicuramente, con una squadra come la Roma che abbiamo avuto di fronte, c’è differenza. Questa, però, possiamo ridurla con il nostro gioco, sapendo ciò che sappiamo fare e cercare di portare la partita verso i binari giusti. All’inizio abbiamo subìto gol, prendere gol così fa molto male però dobbiamo essere più convinti e credere in quello che facciamo, giocarcela fino alla fine anche contro squadre più forti come la Roma”.

Thiago Motta in conferenza stampa (a cura dell'inviato, Gabriele Chiocchio)

Due gravi disattenzioni sulle palle inattive son costate care, poi avete tenuto la partita fino al 2-0.
"Le palle inattive sono una cosa importante nel calcio. Lo abbiamo visto stasera. Per me sono due gol evitabili. Quando andiamo nell'area avversaria abbiamo difficoltà a fare gol, al contrario deve essere la stessa cosa. È un comportamento difensivo, una voglia in più dell'avversario, anche noi facciamo sull'uomo. Si mangia o l'avversario o i nostri giocatori, alla fine hanno mangiato loro. Abbiamo fatto una discreta partita contro una squadra forte, con uno dei migliori allenatori al mondo. Ma ho la sensazione che possiamo fare di più, l'ho trasmessa anche ai giocatori. Dobbiamo crederci perché possiamo, a tratti l'abbiamo visto ma non è sufficiente. Dobbiamo fare di più per mettere in difficoltà la squadra che abbiamo affrontato oggi, perché in questo momento era possibile".

Avete attaccato prevalentemente sulla fascia sinistra. Era una scelta per sfruttare una debolezza della Roma? Pensa di cambiare ancora modulo?
"Non penso che la parte destra della Roma fosse la parte più debole. Abbiamo tanti mancini, è una cosa automatica venire da questa parte. Bastoni gioca a centrocampo, ma sa fare anche il terzino, gli ho chiesto di attaccare da quella parte lì. Siamo andati in superiorità e abbiamo creato delle azioni, ma non siamo stati concreti".

Il modulo?
"Sul modulo, non faccio tanta attenzione. Vedo più le caratteristiche dei miei giocatori, cerchiamo di sfruttarle per metter in difficoltà l'avversario".

Aveva già provato Kiwior in mediana?
"È stato uno dei migliori. Sta dimostrando che è presto, ma che è un giocatore di calcio. L'ho provato a centrocampo, ha fatto quello che deve fare un giocatore di calcio, ha fatto uscire un bel pallone pulito. Sicuramente loro hanno una posizione per cui si sentono più comodi, ma un giocatore di calcio deve coprire tutti i ruoli. Non esistono più ruoli definiti, esistono giocatori che devono fare il loro lavoro bene. Anche a San Siro ha fatto un'ottima partita".

La squadra si è impaurita?
"Non bisogna avere paura la squadra, non esiste aver timore di venire qui a giocare. Andare a Bergamo e fare 30 minuti bene non è sufficiente. Non possiamo competere con squadre come Atalanta e Roma giocando bene in alcuni momenti e male in altri. Dobbiamo essere squadra fino alla fine, quando attacchiamo dobbiamo farlo con la testa libera, quando difendiamo bisogna farlo contro giocatori forti. Il calcio è più semplice di quello che vogliamo descrivere. Vedo due fasi di gioco, una con la palla e una senza. Quando hai la palla devi avere coraggio, devi avere voglia, audacia di giocare all'Olimpico palleggiando in avanti, cercando da una parte e dall'altra. Nei cross bisogna attaccare l'area. Quando si perde la palla si difende, troveremo sempre un avversario diretto, devo seguirlo, se vuole dribblare devo metterlo in difficoltà. Semplificare le cose, dobbiamo fare questo, senza pensare a quello che succede quando perdo il pallone. Il calcio è molto semplice".

Ci si può salvare con un calcio propositivo?
"Le cose sono compatibili, una porta all'altra. Non credo che la nostra squadra, giocando qui all'Olimpico solo in difesa, possa avere un risultato positivo. Sono convinto che serva molto di più. Non lo faccio per estetica, a me piace vincere. Per questo noi lavoriamo tutti i giorni. Sono convinto che con questa idea siamo sulla strada per la salvezza".


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