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Cambio Campo - Shevchenko: "Lo Shakhtar sta vivendo un momento difficile. Entrambe le squadre sono brave in contropiede"

di Danilo Budite
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Danilo Budite

Torna l'appuntamento con "Cambio Campo", la rubrica di Vocegiallorossa.it nella quale, prima di ogni partita della Roma, vi proponiamo un'intervista ad un giornalista che segue la squadra avversaria.

L’ospite di oggi è Sergey Shevchenko, giornalista di Futbol, con il quale abbiamo parlato di Roma-Shakhtar Donetsk.

Che tipo di match si aspetta? Tatticamente come si affronteranno le due squadre?
"Sia la Roma che lo Shakhtar sono pericolosi nei contropiedi. Così, entrambe le squadre proveranno a creare lo spazio per i propri attaccanti".

In che stato di forma arriva lo Shakhtar al match?
"Lo Shakhtar nelle ultime settimane non ha giocato bene. Ha perso la partita della Coppa Ucraina contro l'Agrobisnes (squadra di Serie B ucraina), è chiaramente una cosa straordinaria. Ma anche in campionato non va bene: secondo posto e la vittoria difficilissima 1-0 nella ultima giornata contro l'Olimpik, che si trova all'ottavo posto. Così, la squadra è in crisi, e la sfida con la Roma sarà decisiva per il futuro del tecnico Luis Castro".

C’è qualche assenza nello Shakhtar?
"Sicuramente non giocherà il centrocampista Stepanenko, sia a Roma che a Kiev. Lui è infortunato, per lo Shakhtar è simile all'assenza di Veretout per la Roma. Tutti gli altri invece sono convocati, incluso Ismaily".

Lo Shakhtar penserà maggiormente a difendersi all’andata per poi giocarcela in casa? In particolare lo Shakhtar avrà un atteggiamento propositivo o, come fatto contro l'inter, cambierà e giocherà a 5?
"Non sono sicuro, perché lo Shakhtar in generale ama giocare con la palla al piede, ma la forma attuale della squadra non permette di fare così. È probabile che Luis Castro a Roma scelga una tattica più conservativa. Ci sono alcuni problemi in attacco, Moraes quest'anno è troppo lento. Forse potremmo vedere la formazione col falso 9".

Quali giocatori deve temere la Roma per la sfida?
"Taison, perché è un maestro di tecnica e velocità. Tete, perché è un talento giovane con molte grandi squadre che lo seguono. Trubin, perché è un portiere che può fare parate decisive".

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