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Sassuolo-Roma 0-1 - Da Zero a Dieci - Due esterni per farne uno, in 4 con le giuste motivazioni, l'azione di Schick

di Alessandro Carducci

0 – Cala il sipario sulla stagione. Bello tutto, bravi, ora meritate vacanze per i giocatori e poi si ricomincia da zero. Da zero come risultati, come mentalità, come atteggiamento di chi deve pensare che quest'anno non ha fatto niente ma non da zero come struttura. Monchi e Di Francesco sono ovviamente confermati e se il ds spagnolo riuscirà a confermare il telaio di questa squadra allora il prossimo anno potrebbe essere molto interessante.

1 – Il gol subìto nelle ultime 5 gare di campionato. Difesa bunker.

2 – In due hanno fatto un giocatore. Perotti ed El Shaarawy, insieme, hanno segnato 12 gol in campionato. Troppo poco considerando la difficoltà con cui i giallorossi sono riusciti a fare gol.

3 – La terza posizione mantenuta dalla Roma. Una questione di soldi ma, soprattutto, di orgoglio.

4 – I giocatori motivati nel fare bella figura a Reggio Emilia. Skorupski si è scrostato la ruggine e ha salvato la porta giallorossa. Manolas ha chiuso tutti i varchi, trovando anche un gol fortunoso. Schick voleva terminare bene una stagione per lui negativa ma il palo gli ha negato la gioia del gol. Perotti, invece, non avrebbe mai lasciato il campo, volendo fare di tutto per guadagnarsi il biglietto per i mondiali di Russia.

5 – Alla concentrazione di Fazio. Con la testa già in Russia, il Comandante si è distratto più di una volta ieri.

6 – Il voto alla prestazione generale della squadra. Dopo una stagione così logorante, era logico mollare un pochino una volta ottenuta la matematica certezza di tornare in Champions. Nonostante ciò, la Roma ha comunque chiuso con i tre punti.

7 – Alla qualità di Schick nell'azione del palo. Stop pulito, dribbling, tiro, palo. Come da copione. Sfortunato.

8 – Alla determinazione di Perotti, che fulmina con lo sguardo Di Francesco al momento del previsto cambio con El Shaarawy. Il mister ci ripensa e toglie Schick, prolungando di altri 8 minuti la gara dell'argentino.

9 – Dzeko si attiva nelle gare importanti. Quando la posta in palio è importante, quando la serata è di gala, il numero 9 si infila giacca e cravatta e scende in campo cattivo e determinato. Ieri l'abbigliamento era meno formale, più estivo probabilmente. Giusto così.

10 – A un anno di distanza pesa ancora un po' l'assenza del numero 10. Chi lo sa per quanto altro tempo ancora nessuno avrà la qualità, la forza e la personalità di indossarla nuovamente.


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