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Al di là dei tre punti

di Alessandro Carducci
Fonte: L'editoriale di Alessandro Carducci

Ci sono momenti della stagione più importanti di altri. È vero che i punti in palio sono sempre tre ma il valore di quei punti cambia, a seconda dell'avversario, del momento, della situazione. Il derby, con buona pace di Zeman, non sarà mai una gara come le altre. Al netto del campanilismo, però, questa volta significa qualcosa in più. Dopo aver allontanato le critiche di inizio anno, dopo aver incassato i complimenti per aver strapazzato il Chelsea, dopo aver preso a pallate la Fiorentina, una vittoria contro la Lazio potrebbe convincere anche i più scettici sulla bontà del lavoro di Di Francesco. Finora i giallorossi hanno mantenuto i piedi saldamente per terra e un'atmosfera compassata ha accolto i recenti successi giallorossi. Dovesse vincere il derby, la Roma si ritroverebbe proiettata nel vortice scudetto. Sparata nel mucchione, nel tritacarne dell'enfasi. Farebbe un ulteriore salto di qualità e, a quel punto, dovrebbe dimostrare di poter reggere tutta la pressione che ne conseguirebbe.

Un passo alla volta, però.
La stagione è lunga e chi vuole essere grande non può distrarsi: la garanzia è rappresentata da Di Francesco. Sguardo determinato, voce pacata di chi sa che per essere un leader non serve urlare. Sa farsi rispettare dai suoi giocatori e, contemporaneamente, cerca di infondere continuamente calma in un ambiente normalmente sovraecittato.

Ora il derby, poi la Champions in casa dell'Atletico. Una settimana per testare la tenuta mentale e la personalità della squadra. Per testarne le ambizioni e la voglia di stupire.


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