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Derby: peccato per la Sud senza coreografia

di Marco Pomarici

Quella del derby, da sempre,  non è una settimana come le altre. A Roma si vivono sensazioni contraddittorie. Nessuno si sbilancia, c’è uno stato di calma apparente, quasi surreale, di coloro che aspettano, guardinghi l’inizio della sfida. Il bar, il posto di lavoro, diventano un’arena,  tutti guardano con sospetto il vicino, perché sanno che basta poco, un riferimento, una piccola illazione e potrebbe accendersi la scintilla. La guerra degli  sfottò, del “tanto vincete voi”, delle provocazioni e delle scommesse, potrebbe iniziare da un momento all’altro. Atteggiamento rischioso, perché i conti si fanno alla fine e questo i romani, dopo tanti anni di derby, l’hanno imparato. Non esistono pronostici prima, non c’è scaramanzia che tenga dopo. L’unica cosa che conta sono quei 90 minuti in cui molto spesso sono gli episodi, la fortuna, la tenuta mentale a determinare il risultato.  Nella mia mente sono ancora vivi i ricordi dei derby vinti con De Sisti e Prati nel 1975; erano i primi derby a cui assistevo e già capivo che non sarei più riuscito a farne a meno. Per non parlare della delusione dopo quelli persi, dei discorsi interminabili  cercando di sviscerare i motivi della sconfitta, le scelte fatte dall’allenatore, moduli e visioni di gioco che  diventavano la nostra prima colazione. A distanza di anni non è cambiato nulla, le facce sono diverse ma la passione rimane la stessa.

Ed è quello che accadrà domenica sera quando  le due squadre della Capitale si affronteranno all’Olimpico, scenderanno in campo  entrambe con forti motivazioni, la Lazio con la voglia di rivincita dopo una serie  di cinque sconfitte che hanno demotivato la tifoseria biancoazzurra e la Roma, per dimostrare quanto vale il suo progetto e quanto bisogna crederci.  Il capitano  Francesco Totti quasi sicuramente salterà il match, la lesione muscolare è migliorata ma non guarita del tutto e  anche Klose rischia, per lui un lieve stiramento al legamento collaterale del ginocchio.  Altra assenza tra le fila giallorosse sarà la coreografia, la Sud, per esprimere il proprio dissenso contro la tessera del tifoso, ha deciso di non organizzare nessuno spettacolo in stile derby, previsti solo cori e bandiere.

Insomma, la stracittadina è alle porte e per noi romani rimane la partita più importante del campionato.

Chi vincerà? Pronostici non se fanno l’augurio è che  vinca lo sport, sia in campo che sugli spalti, e che ci si possa divertire, perché il calcio rimane comunque un gioco, un bel gioco, seguito e amato da tutti.


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