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I pilastri della Roma

di Alessandro Carducci
Fonte: L'editoriale di Alessandro Carducci

Si è chiusa con la fumata bianca (su sfondo nerazzurro) la telenovela Nainggolan. Dopo un anno di voci, indiscrezioni, avvicinamenti, malumori, sirene inglesi e milanesi, dopo un anno di “Ci siamo”, “manca poco”, si continua a trattare”, finalmente si mette la parola fine. Il ninja è così pronto a diventare la prossima bandiera della Roma: dopo il ritiro di Totti, il popolo giallorosso è alla ricerca di punti fermi. Il primo è senza dubbio Daniele De Rossi che, almeno per altri due anni, continuerà a vestire la casacca giallorossa. Poi, ad eccezione di Florenzi, gli altri due pilastri della terra capitolina si trovano entrambi a centrocampo. Strootman da una parte e Nainggolan dall'altra. Il nerbo della squadra giallorossa, la testa pensante della Roma formata da loro tre. Tre uomini che, con caratteristiche diverse, formano un mix letale di forza, qualità, determinazione, cattiveria, intelligenza tattica e senso euclideo. Tre punti fermi da cui ripartire, per tentare di colmare un vuoto che nessun tifoso giallorosso riuscirà a colmare fino in fondo. Almeno, non subito.

Nainggolan rimarrà grazie a un aumento di stipendio, il famigerato adeguamento del contratto promesso all'ex Cagliari l'anno scorso, quando Conte ha provato a sedurlo in tutti i modi pur di portarlo a Londra. Rinunciare al Chelsea, la fascino del club inglese, alla maggiore possibilità di vincere, ai soldi che avrebbe ricevuto non deve essere stato facile. O, almeno, è in controtendenza con quanto abbiamo visto in questi ultimi anni, partendo da Pjanic e passando per Higuain. Tutte scelte legittime, per carità, ma vedere un giocatore dare la propria parola e rispettarla riesce sempre a sorprendere.


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