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Il paradosso del mondiale che non c'è

di Gabriele Chiocchio
Fonte: L'editoriale di Gabriele Chiocchio

L’Italia non c’è e quindi si sente poco, ma ogni giorno che passa ci avvicina ai mondiali, appuntamento che, spesso, finisce per influenzare la stagione successiva dei club: quante volte la preparazione atletica ritardata dei giocatori che vanno avanti nel torneo ha costretto i tecnici a doversi adattare e a dover fronteggiare situazioni di questo tipo? La novità, però, è che non sembra questo il problema principale per la Roma: a fronte di tantissimi giocatori che a ogni sosta lasciano Trigoria per aggregarsi alle loro nazionali, in Russia voleranno solo in tre/quattro, vale a dire Alisson, Fazio, Kolarov e forse Skorupski. Pochi, molto pochi. Forse, troppo pochi. Ed ecco il paradosso: ci sono almeno un paio di giocatori che, per quanto avrebbero dovuto mettere nelle gambe un altro mese di calcio, avrebbero tratto giovamento dalla partecipazione ai mondiali. Si parla, ovviamente, di Diego Perotti e Radja Nainggolan, esclusi più o meno a sorpresa da Sampaoli e Martinez: un colpo difficile da digerire per entrambi, che hanno a più riprese fatto notare l’importanza che aveva per loro partecipare alla kermesse. L’argentino soffriva il non poter vestire la maglia albiceleste già ai tempi di Bauza e aveva avuto qualche chance con Sampaoli, il belga, dopo un europeo più che buono con Wilmots, non ha mai visto sbocciare il suo rapporto con Martinez, che però sembra l’unico in tutta la nazione - compagni compresi - a non volerlo in squadra. Per motivi diversi, tutto questo potrebbe influire in negativo sul loro rendimento della prossima stagione: scendere in campo con in testa un sogno e non vederlo realizzato - a torto o a ragione che sia - può far precipitare le motivazioni, specie quando si è a ridosso dei 30 anni e quando si fa parte di un club che non riesce (ancora?) ad andare oltre una certa soglia, motivazioni proprio per questo fondamentali per provare a spingersi oltre, pur con tutte le difficoltà del caso, anche a una condizione atletica inizialmente imperfetta. Un'ulteriore valutazione che si incrocia con quelle del calciomercato, che normalmente impazzisce dopo il mondiale: stavolta, può farlo anche prima.


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