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La Roma si aggrappa al secondo posto. La crescita di Iturbe, gli manca solo un episodio

di Alessandro Carducci

Un mese fa in molti temevano che oggi la Roma avrebbe preso una caterva di gol contro il Napoli. Era l'otto marzo e la Roma andava a pareggiare, mestamente, contro il Chievo. Uno scialbo 0-0, che rispecchiava una squadra apatica e apparentemente incapace di tirarsi fuori dalla melma. Un mese dopo, i giallorossi battono un Napoli praticamente all'ultima spiaggia, senza offrire alla platea un calcio champagne ma dando in cambio aggressività, determinazione, sostanza e cinismo. Tutto ciò che era mancato ultimamente e che avrebbe permesso ai capitolini di non abdicare nella lotta scudetto e, chissà, di andare avanti anche in Europa.

Tutte qualità (quasi tutte) sintetizzate da Iturbe. Avesse avuto anche un po' di cinismo, avrebbe chiuso la gara nella ripresa, conquistandosi le prime pagine dei giornali. Gli manca un episodio positivo, quello capace di sbloccarlo definitivamente e di fargli trovare tranquillità. Anche oggi ha corso e rincorso gli avversari per tutta la gara. Ha dato profondità alla squadra e ha giocato per i suoi compagni. Tutto vano, però, senza quel pizzico di cinismo che gli avrebbe permesso di lasciare il timbro sul match e di conquistare anche i più superficiali, che non guardano la prestazione ma si accontentano di guardare la tabella marcatori.  


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