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La sfida di Paulo

di Luca d'Alessandro
Fonte: L'editoriale di Luca d'Alessandro

Con gli ultimi impegni delle nazionali si può dire fine all'ultima sosta della stagione. Da qui fino a fine maggio sarà tutta una tirata e, soprattutto, sarà il periodo dei verdetti. Il lavoro di un'intera stagione verrà ripagato oppure, con le precauzioni del caso, si dovrà pensare alla prossima stagione. Così è per tutte le squadre di vertice, così è dunque per la Roma di Paulo Fonseca. Se la sosta è arrivata in un momento di stanchezza e calo, in termine di punti e brillantezza del gioco, al momento, non sembra sia stata ristoratrice. Agli infortunati Veretout, Smalling e Mkhitaryan (ancora lavoro individuale a 4 giorni dal match contro il Sassuolo), si è aggiunto Kumbulla che dovrà stare out per il prossimo mese. Difficile essere, in questo momento nei panni dell'allenatore, tra una Champions avuta sempre a portata di mano, per tutto il campionato, da recuperare in Serie A, il dover gestire col bilancino una squadra che si ritrova improvvisamente corta per il 3-5-2 con cui ha trovato la propria quadratura e le voci insistenti sul suo futuro. Fonseca, in queste ultime stagioni disastrate, rappresenta l'unico stralcio di continuità tecnica della squadra. Con i suoi limiti e i suoi errori, nella stagione ponte tra la proprietà Pallotta e quella di Friedkin (dove molte squadre sbracano) è cresciuto soprattutto dal punto di vista tattico e ha saputo mettere le basi, là dove la società ancora non riesce, alla stagione attuale. Dal 4-2-3-1 europeo, poco attuabile in Serie A, al 3-5-2 più pratico in Italia e funzionale come mai nella storia della Roma, in questa stagione di Europa League. Il calcio è in continua evoluzione e ogni volta propone nuove sfide. Da sempre, specie quando si è in emergenza o comunque con gli uomini degli allenatori. Basti pensare, visto che è la moda del momento tra le serie TV, al 4-2-3-1 di Spalletti con Totti a fare il falso nueve, dopo una carriera da esterno sinistro, seconda punta agli Europei in Olanda e trequartista. La sfida di Fonseca attuale difficilmente sarà quella di poter trovare il jolly con un giocatore solo. Gli uomini sono quelli e tutte le varie soluzioni tecnico/tattiche sembrano essere già state provate o esaurite. Cristante difensore, la nuova vita di Karsdorp e Spinazzola, il ruolo chiave di Mkhitaryan o il nuovo centrocampo con Villar a fare più da play e Veretout più vicino alla porta. La sfida adesso è quella di ricompattare, sul campo, in termine di prestazioni, grinta, una squadra che, per bocca del proprio capitano, si era dichiarata contraria al pensiero a caldo, di Fonseca nel post Roma-Napoli, quando accusava i suoi di una mentalità non da Champions. Con 5 punti da recuperare in campionato e l'Europa League, non è così banale o lontano dalla verità dire che ogni partita sarà una finale. 


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