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La sosta delle chiacchiere

di Gabriele Chiocchio
Fonte: L'editoriale di Gabriele Chiocchio

Una sosta, da queste parti, sa essere molto lunga, ed è fondamentalmente per questo che il gol segnato da Patrick Cutrone al quinto minuto di recupero del secondo tempo di Milan-Roma ha ancora più valore rispetto ai tre punti spostati (uno in meno ai giallorossi, due in più ai rossoneri) in classifica. È “bastata” una coppia di errori individuali per gettare nello sconforto un po’ tutti coloro che di Roma si occupano, un ambiente spesso voltato all’autolesionismo, ma che tende ogni volta a raggiungere vette sempre più alte di esagitazione. Ha provato a spiegarlo niente meno che Francesco Totti, (finalmente) più da dirigente che da giocatore, o da tifoso della sua squadra: “Nessuno si sarebbe aspettato questo inizio di stagione, ma sono solo tre partite: non possiamo dare la colpa a qualcuno dopo tre partite”. In realtà, calendario alla mano, un inizio del genere ce lo si poteva anche aspettare - si provi a immaginare una stentata vittoria a Torino, un pareggio con l’Atalanta e una sconfitta esterna col Milan non consecutive, ma incastrate in momenti diversi del calendario: sarebbero molto più “normali” di quanto si possa credere ora - e non sono “solo tre partite”, ma anche un’estate fatta di tanti acquisti, a volte celebrate come vittorie, e soprattutto alcune cessioni che, in ogni caso, vengono vissute sempre e comunque come sconfitte, come se fosse possibile mantenere sempre e per sempre ogni singolo elemento in rosa. Che ci siano delle stranezze nel modo di pensare intorno alla Roma è ormai una certezza; che certe stranezze non devono penetrare all’interno del gruppo, anche. Ci può essere bisogno di “assestarsi” (chiedere a Patrik Schick) dopo aver perso alcuni punti di riferimento, ma si tratta solamente di sostituire quei punti di riferimento con altri che il mercato ha portato. Tante chiacchiere che il campo spazzerà via - al di là del negativo test match del Vigorito, da archiviare in fretta non tanto per il risultato, ma per il poco, davvero poco, messo in campo - a partire da domenica 16 contro il Chievo, prima di tre partite di campionato con un coefficiente di difficoltà non elevato, che possono far mettere in cascina punti e, se non convinzione, almeno un po’ di tranquillità. Dopotutto, l’anno scorso accadde lo stesso: vittoria di misura a Bergamo, sconfitta contro l’Inter, trappola Marassi evitata a causa della pioggia e poi tre gare (contro Verona, Benevento e Udinese, vale a dire due delle tre retrocesse e un’altra squadra della metà destra della classifica) in cui la Roma ottenne nove punti, risultando “non giudicabile” in positivo, ma quindi neanche in negativo.


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