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La strada di mezzo

di Gabriele Chiocchio
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio

Se la Roma ha salutato questo terzo scorcio di campionato con il bel successo sulla Sampdoria, è anche grazie alla freschezza dei giovani che hanno giocato: i vari Justin Kluivert e Lorenzo Pellegrini (che sembra ormai un veterano, ma che sarebbe ancora eleggibile per l’Under 21), lo stesso Patrik Schick, i subentrati Cengiz Ünder e Nicolò Zaniolo hanno messo in campo la loro qualità e la loro brillantezza, consentendo (finalmente) ai giallorossi di raccogliere quanto seminato nel corso dei 90 minuti. Ma quante volte - magari vedendo delle giocate inconcludenti o fini a se stesse dell’olandese, rendendosi conto che il numero 7 in più di un caso ha faticato a salire in cattedra, disperandosi dell’apparente inadeguatezza del ceco al contesto, pazientando a fatica durante i primi sei mesi del turco e chiedendosi perché includere l’ex interista nell’affare Nainggolan - si desiderava avere più elementi maturi in squadra? E quante volte, quando gli elementi maturi si sono mostrati affaticati o spenti, si è preferito avere qualche giovane in più proprio per dare la freschezza che mancava? Giovani e vecchi: le due strade battute e dibattute dal giorno 1 di proprietà USA, quando si cominciò con tanti ragazzi (ma non solo) per abbattere i costi nella speranza di crescere tutti insieme, per poi cambiare strada e puntare su giocatori maturi - se non attempati, in certi casi - a costi più alti che consentissero di scalare posizioni in classifica ed entrare in quel circolo virtuoso chiamato Champions League. La Roma attuale tenta di passare in mezzo: centrare l’obiettivo (numericamente meno difficile rispetto al passato, con quattro posti anziché due più uno dalla porta di servizio) con ciò che resta dei giocatori di peso delle stagioni passate e un gruppo di giovani per definizione poco affidabili, ma in grado di dire la loro. Prima per “fede”, adesso anche con delle chiare dimostrazioni davanti ai propri occhi: oltre a un grande passo avanti in Champions League e a 5 punti in campionato, questo scorcio di stagione lascia la prova tangibile che la macchina costruita da Monchi ha quella marcia in più. Capire quante volte Di Francesco riuscirà a innestarla è, ovviamente, un altro paio di maniche.


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