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Niente proclami di fine crisi: il derby emetterà la sentenza

di Luca d'Alessandro
Fonte: L'editoriale di Luca d'Alessandro

Una serata tranquilla. Pure troppo. Tranquillità a cui la Roma non ci aveva più abituato. Battere una squadra nettamente più debole facendo il tuo e regalare anche giocate di classe. Dopo Chievo, Bologna e qualche giorno di ritiro, gli uomini di Di Francesco rispondono sul campo. L'avversario, il Frosinone, era la squadra più facile da affrontare in Serie A, ma, visto il momento, qualsiasi squadra avesse affrontato la Roma, poteva trasformarsi nel Real Madrid da un momento all'altro. Una vittoria non fa primavera. Troppo facile fare proclami di nuovo inizio di campionato o pensare che la squadra si sia ritrovata. Non basta, anche perché la classifica vede i giallorossi ancora distanti dalle posizioni di vertice. Inutile rammaricarsi dei 5 punti lasciti per strada contro l'ultima e la terzultima in classifica. Serve dare continuità alle prestazioni. Il derby di sabato è la partita per ricominciare la stagione. Niente provincialismi, battere la Lazio non significa sconfiggere la tua rivale stracittadina, vincere significherebbe recuperare 3 punti a una tua diretta concorrente per la Champions League. Questo l'obiettivo, questa la mentalità che occorre per far bene. Senza la continuità, per risultato (adesso occorrono i punti) e per prestazione, la vittoria contro il Frosinone significherà pochissimo, con tutti i discorsi legati al mercato, al tecnico, momentaneamente accantonati dalle magie di Pastore e Ünder, ripiombare, in maniera ancor più assordante, e questa volta il cambio alla guida tecnica potrebbe essere reale. 


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