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Niente Roma? No problem: c'è il caso Karsdorp

di Gabriele Chiocchio
Fonte: L'editoriale di Gabriele Chiocchio

Con la Roma, il rischio di annoiarsi è veramente poco. Non ci sono partite? Non è importante, perché Trigoria regala sempre qualche tema di cui parlare. L’ultimo è l’ormai famigerato caso Karsdorp, iniziato poco meno di una decina di giorni fa a Reggio Emilia e proseguito fino a ieri, con la mancata presentazione agli allenamenti dell’olandese dopo l’esclusione dall’ultima gara del 2022, quella contro il Torino in cui non è stato portato neanche in panchina.

Non si può parlare di “accusa pubblica” al terzino solamente perché Mourinho non lo ha nominato nel postpartita di Sassuolo-Roma, ma quello che è successo è chiaramente diverso rispetto a quanto accade nel più dei casi e a quello che si stava verificando fino a 24 ore prima, quando il numero 2 giallorosso era stato invece difeso da Mourinho in conferenza stampa. L’intervista che ha scatenato tutto non può essere - o almeno, ci si augura che non sia - frutto solamente dell’amarezza di un risultato perso anche per un errore di Karsdorp, ma la punta di un iceberg abilmente nascosto sott’acqua e emerso tutto insieme, scatenando ovviamente delle ondate non certo leggere. Anche perché, a dirla tutta, senza le parole dell’allenatore portoghese, quei venti minuti comunque non certo lusinghieri di Karsdorp sarebbero stati facilmente derubricati a “scarso rendimento”, con un 5, magari un 4,5 nelle pagelle e la cosa sarebbe finita lì: l’accusa di scarsa professionalità ha invece cambiato il punto di vista della cosa, spostandolo su binari magari accolti con giubilo dai tifosi sempre alla ricerca di motivi per sperare che possa arrivare qualcosa dal mercato, non certo dal giocatore che ha avuto una reazione indiscutibilmente sbagliata, ma senz’altro umana, se la si vuole vedere con onestà, data l’esposizione - seppur indiretta - alla pubblica gogna.

Anche perché - e questo è un problema che si presenterà con ogni gestione, ogni allenatore e ogni calciatore - il coltello dalla parte del manico dal punto di vista economico lo ha lui. Karsdorp ha un contratto fino al 30 giugno 2025, rinnovato nel corso di una stagione in cui l’olandese ha dimostrato di saper incidere in un sistema di gioco collettivo funzionante e dunque non per caso: quand’anche qualcuno fosse interessato a prelevarlo dalla Roma (nel corso di una stagione, invece, da 0 gol e 0 assist) saprebbe benissimo dell’interesse dei giallorossi a disfarsene, e quindi potrebbe farlo alle sue condizioni e non a quelle di Tiago Pinto. Che dovrà anche andare sul mercato alla ricerca di un sostituto, con tutte le limitazioni del caso di cui abbiamo già parlato in precedenza.

Dall’altra parte, questo è uno dei sistemi che ha Mourinho per fare ciò che meglio sa fare, ovverosia far stare tutti sulla corda e massimizzare il rendimento dei singoli. Punirne uno per educare gli altri e cercare di far sì che la loro resa sul campo sia migliore di quella non entusiasmante di questa Apertura, in cui nessuno ha dato più di quello che aveva offerto nella scorsa stagione, terminata con la vittoria della Conference League. Questo gli si chiedeva e questo sta facendo, a costo di perdere qualcosa nell’immediato a livello economico, aspetto di cui lui comunque deve occuparsi relativamente. Per vedere i risultati ci sarà tempo; intanto, tra arrivi di giocatori e la partenza per il Giappone, sarà il caso Karsdorp a farci compagnia ancora per un po’.


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