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Pjanic dipinge calcio, il ritorno di Gervinho, il riscatto di De Sanctis e l'incisività di Maicon. Così è, se vi pare

di Alessandro Carducci

Dopo aver inutilmente provato in tutti i modi a scardinare la porta della Sampdoria, la Roma sprigiona tutta la sua rabbia, tutta la sua energia contro il povero Carpi, eletto a vittima sacrificale della furia giallorossa. Il club emiliano viene sommerso di gol e la parola crisi viene per il momento allontanata dal club di Trigoria.

In un clima surreale (senza la Curva Sud sembra di stare a teatro senza la comodità delle poltrone e vedendo il palco da una distanza chilometrica) Roma si riscopre bella, o almeno ancora attraente e seducente. Gervinho riassapora la sensazione di essere decisivo, Pjanic dipinge parabole sinuose, De Sanctis trasforma i fastidiosi fischi iniziali in applausi scroscianti quando para il rigore a Matos e si immola per murare anche il successivo tap in del giocatore del Carpi. A quel punto si alza, mostra i pugni al cielo, aspetta l'ovazione del pubblico e si gode il momento. Tutti ricorderanno la sua partita per questo episodio e non per la decisiva parata su Borriello che, dopo aver segnato il gol del 3-1, stava sfiorando il 3-2 e a quel punto sarebbe calato il gelo sull'Olimpico.

Borriello che, dopo i 25.000 gol siglati in giallorosso, ce la mette tutta per tenere viva la partita e De Rossi, particolarmente apprezzato fino ad ora come centrale, fatica molto a contenerlo. Al suo compagno di reparto, Manolas, va decisamente meglio. Dopo la beffa di Genova, il destino gli consegna tra i piedi un pallone ghiottissimo per il gol più importante, quello che sblocca la partita.

Non dimentichiamo che questa gara aveva tutte le carte in regola per diventare un trappolone per la Roma: avversario poco blasonato, tutto chiuso nella propria metà campo e giallorossi che avrebbero dovuto fare gioco, far girare velocemente la palla, e attaccare con intensità. Gli ingredienti per passare un altro pomeriggio di passione c'erano tutti. Invece i capitolini non hanno sbagliato praticamente nulla, sfruttando con intelligenza le fasce grazie a Digne e, soprattutto, a Maicon, il calciatore che molti davano per finito, un rottame, e che invece ha procurato il gol di Gervinho e servito un assist con il compasso a Digne, un pallone solamente da insaccare con facilità.

Si sa, i giudizi cambiano, le parole volano via e una squadra che, dopo la Juventus, a detta di tutti era praticamente imbattibile, dopo la Sampdoria invece sembrava in crisi nera, profonda, in coma irreversibile: “Ci vuole equilibrio”, esorta De Sanctis a fine gara, lo stesso De Sanctis fischiato per tutta la partita prima di ricevere scroscianti applausi dopo il rigore parato.

Così è, se vi pare.


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