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Presente e futuro

di Gabriele Chiocchio
Fonte: L'editoriale di Gabriele Chiocchio

Sei mesi e dieci giorni. La stessa corsa, la stessa maglia, la stessa metà campo (seppur di un altro stadio). Dall’infortunio a un gol importante solo per lui, perché la Roma la partita l’aveva ampiamente già vinta e l’unico motivo di interesse del match con la SPAL era appunto lui, Nicolò Zaniolo, l’uomo più chiacchierato della settimana (ed eravamo ancora a mercoledì!) e uomo destinato a essere chiacchierato ancora per tanto, tantissimo tempo. La speranza è che lo si faccia solamente per cose come quelle viste al Mazza, che fanno capire ancora una volta come quando come il 22 un calciatore dalle qualità fuori dal normale e con un margine di crescita imponente: dalla non convocazione al gol il passo non è brevissimo, e se la falcata sarà sempre questa è difficile immaginare dove uno come lui possa arrivare. Con la Roma? Il suo futuro in giallorosso è percepito come perennemente in bilico, ma che al momento Zaniolo ha quattro anni di contratto e si sta allontanando dalla Capitale solamente nei racconti più o meno tendenziosi che si stanno facendo sul suo conto. La realtà dice che lo slittamento dei termini del fair-play finanziario può aiutare la Roma, quantomeno, a prendere tempo per provare a progettare il modo di mantenere il più a lungo possibile il suo gioiello: se poi questo accadrà o meno, al momento, non è dato saperlo. Così come, ancora, non è dato conoscere il futuro a breve termine della Roma: i due punti di vantaggio sul Milan sono un margine esiguo su cui non si può speculare e bisognerà continuare a correre già da domenica contro la Fiorentina. Gara in cui la Roma esordirà con la nuova maglia - presentata, tra gli altri, proprio da Zaniolo - che potrebbe non essere indossata nella prossima stagione da Ünder e Kluivert. I due, continuano a essere ignorati (o quasi, con l’olandese ultimo dei 5 cambi sul 5-1 e il turco stavolta fuori per infortunio) da Fonseca e, soprattutto, non sono più necessari nelle rotazioni del portoghese, che con questo sistema di gioco può contare su Pellegrini e Mkhitaryan, su Carles Perez (primo gol in campionato per lui, meritato per quanto fatto vedere), e, oltre che su Zaniolo, addirittura su Pastore, che però non si vede ormai da Roma-Sampdoria. Cedere senza sostituire in quel reparto e concentrarsi su altri: i vantaggi del cambio di sistema di gioco escono anche dal rettangolo verde, presente e futuro che si mischiano in una strana estate ancora tutta da vivere.


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