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Puntare alla peggior Coppa d'Europa senza tralasciare il fondamentale obiettivo Champions

di Marco Rossi Mercanti
Fonte: L'editoriale di Marco Rossi Mercanti

Nel postpartita di Roma-Genoa, José Mourinho è tornato a parlare con i giornalisti dopo le due giornate di squalifica. Ogni volta che il tecnico portoghese rilascia delle dichiarazioni, non mancano mai spunti interessanti o polemici. Dalle lusinghe da parte della Federcalcio portoghese, passando per le critiche a Candela e ai tifosi che hanno fischiato Zaniolo, Mourinho si è scagliato un po’ contro tutti, compresa la stessa Coppa Italia.

“Penso che sia la peggior coppa d’Europa”. Parole dure e dirette con le quali lo Special One ha descritto un trofeo che una volta vedeva la Roma primeggiare (insieme alla Juventus), ma che manca nella bacheca di Trigoria dalla lontana stagione 2007/2008.

Il tema del discorso è sempre lo stesso, cioè l’attuale format della competizione che favorisce le migliori otto classificate della stagione precedente, quasi come fosse una sorta di Superlega. Qualora si riescano ad “azzeccare” appena quattro partite, le squadre in questione hanno la possibilità di giocarsi una coppa che, il più delle volte, viene considerata un portaombrelli che può però cambiare il giudizio sulla singola annata.

Per carità, incentrare la stagione esclusivamente sulla Coppa Italia non avrebbe alcun senso, anche perché economicamente non sposta nulla rispetto a un quarto posto. Questo però non vuol dire snobbarla totalmente e considerarla solo un ripiego o una scialuppa di salvataggio se le cose vanno male.

Vincere anche le peggiori coppe fa sempre bene, lo abbiamo visto lo scorso 26 maggio a Roma quando squadra e tifosi hanno invaso la Capitale festeggiando la Conference League, ribattezzata in seguito Coppa dei perdenti da parte del DS della Lazio Igli Tare (che ora dovrà giocarla, chissà con quale spirito).

Tornando alla Coppa Italia, questa “è quella coppa che se la vinci non conta nulla, ma se la perdi hai fallito l’obiettivo”. Chi parla questa volta non è Mourinho ma Allegri, che nell’aprile 2022 inquadrava bene il significato della competizione, almeno per le big.

Chiamandosi Coppa Italia, una buona idea sarebbe quella di riformulare la competizione coinvolgendo il più possibile le realtà calcistiche italiane, un po’ sulla base della FA Cup. Si sono spese tante parole in tal senso, ma la sensazione è che ci vorrà bel un po’ prima che si decida di intervenire, anche a causa di un calendario sempre più fitto d’impegni.

Comunque, queste sono solo chiacchiere. I fatti dicono che la Roma ha fatto il suo e attende la vincitrice di Napoli-Cremonese, con la consapevolezza di avere un’altra chance per regalare una nuova gioia ai tifosi, anche se si tratta della peggior Coppa d’Europa. Ovviamente, senza tralasciare il fondamentale e obiettivo principale che si chiama Champions League.


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