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Tra Europa e stadio, il fattore V della Roma

di Gabriele Chiocchio
Fonte: L'editoriale di Gabriele Chiocchio

È una Roma dal fattore V quella che supera il Villarreal nell’andata dei sedicesimi di finale di Europa League: una serata positiva quasi solo per il premio che si porta a casa, meno per quanto si è visto in campo, anche un po’ oltre le attenuanti generiche che si possono concedere a una squadra che comunque partiva con un ampio vantaggio.

V PER VERSIONI - Le due, della Roma, ormai evidenti dopo almeno due indizi: la partita di stasera e quella contro il Cesena. I giallorossi, se non sono adeguatamente motivati, faticano tanto, forse troppo a stare sul pezzo. Paradossalmente, se l’urna di Nyon dovesse riservare un avversario morbido, cosa ci si potrebbe aspettare? Squadre tecnicamente meno attrezzate sarebbero compagini migliori da pescare anche per questioni di calendario, ma affrontarle con la testa di oggi significherebbe esporsi a brutte figure e a rischiare di perdere una buona occasione per proseguire nel torneo; formazioni più blasonate appesantirebbero un periodo già denso di grandi sfide, con la relativa sicurezza, data dai precedenti big match, di giocarsi il doppio confronto col giusto atteggiamento. Cosa sia preferibile non è dato saperlo, ma sarà qualcun altro a decidere per la Roma.

V PER VERMAELEN - Il belga è stato decisamente una nota negativa della serata. Era la sua occasione, da titolare e al centro del pacchetto a tre, ideale per sfruttare il suo piede sinistro di qualità con adeguata protezione ai lati: la ruggine dello scarso impiego ha però pesato con un errore quasi buffo che ha regalato a Borré il gol dell’1-0. Non troppo meglio Rüdiger, con una evitabilissima espulsione che, altro paradosso, ricandiderà il belga per l’andata degli ottavi di finale e soprattutto impedirà a Spalletti di schierare il trio difensivo, quello con Fazio e Manōlas, su cui ha costruito la solidità difensiva di questo inizio di 2017. Fatti che impediscono di sorridere del tutto, anche col passaggio del turno in tasca.

V PER VENERDÌ - Irrealistico, però, pensare che la testa del popolo giallorosso e anche della società fossero completamente alla partita da poco conclusa, per tanti motivi. Il primo (o l’ultimo, dipende dai punti di vista), è legato a quanto accadrà domani, venerdì 24 febbraio: salvo altri imprevisti, è fissato infatti un nuovo, ennesimo incontro tra il proponente e il Campidoglio, spostato di 48 ore rispetto a quanto precedentemente stabilito, 48 ore in cui si è detto, scritto, ripetuto (spesso a sproposito) e ipotizzato di tutto, con il presidente Pallotta arrivato a ipotizzare una catastrofe in caso di esito negativo del meeting. Dichiarazioni pesantissime che hanno inizialmente gettato nello sconforto grandissima parte (va detto, non la totalità) del tifo romanista, subito pronto però a metterci del suo per provare ad avere un peso in una situazione decisiva per il futuro a medio-lungo termine della Roma. Una volta ci si faceva il passaparola, oggi si usano i social network: sulle varie pagine non ufficiali dedicate ai colori giallorossi, con portate, in certi casi, di decine di migliaia di utenti, si è diffuso un messaggio univoco a favore della realizzazione dello Stadio (con annessi e connessi, che, per chi non l’avesse ancora capito o si sia fatto involontariamente confondere da una serie di falsità, sono inderogabilmente necessari per il corretto equilibrio economico-finanziario dell’opera, altro che speculazione), con l’invito di diffonderlo a macchia d’olio anche e soprattutto attraverso i canali della corrente politica che al momento governa la Capitale, il Movimento 5 Stelle, il suo leader Beppe Grillo e la sindaca Virginia Raggi, e soprattutto di far sentire la propria voce durante l’evento di domani. La sensazione più che palpabile è che questo venerdì sarà un venerdì che ricorderemo a lungo, per un motivo o per l’altro. Si spera, per quello giusto.


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