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Tre sfide per Di Francesco

di Redazione Vocegiallorossa
Fonte: L'editoriale di Alessandro Carducci

Nove punti servivano e nove punti sono arrivati. Contro Verona, Benevento e Udinese, la Roma ha fatto il suo dovere e ora potremo testarne la consistenza nel trittico bestiale contro Shakhtar, Milan e Napoli.

La gara contro l'Udinese, oltre ai tre punti, ha lasciato ai giallorossi qualche breve considerazione. Alisson è forte, veramente. Facile esserlo quando arrivano 10 tiri in porta ma il brasiliano lo sta dimostrando anche solo nell'unica vera occasione per gli avversari. Pensare adesso a tutte le pernacchie estive per il cambio con Szczesny fa sorridere, così come pensare a tutte le cose dette su Ünder, considerato un pacco dopo aver bollato Monchi come l'ultimo degli ingenui. Giusto e sacrosanto che il ds spagnolo, e Sabatini prima di lui, conosca i giocatori meglio di tutti noi e, proprio per questo, dovremmo tutti avere più pazienza. Tanto per scomodare paragoni scomodi (e inopportuni, per carità) ma ricordate Dybala nel suo primo anno in Italia? No? Normale, anche perché giocò 1249 minuti, meno di 14 gare complete, segnando appena 3 gol. Nessuno vuole paragonare il turco all'attaccante della Juventus ma, prima di sparare a zero e vomitare sentenze, dovremmo avere molta più cautela. Ovviamente, non accadrà mai.

La gara della Dacia Arena restituisce una Roma che subisce poco, rischia il minimo e va a doppia velocità. Lenta nel primo tempo e molto più efficace nella ripresa, fino ad avvolgere l'Udinese segnando per inerzia. Con un po' più di lucidità sotto porta, il risultato sarebbe stato molto più rotondo ma non si può pretendere proprio tutto.
Tre le sfide che attendono, ora, Di Francesco. La prima sarà quella di tenere con i piedi per terra Ünder, passato dall'essere un povero disgraziato al salvatore della patria (il profilo Facebook dell'Uefa Champions League già l'ha eletto come erede di Totti). La seconda sfida sarà quella di rianimare El Shaarawy. Il Faraone continua a mancare di concentrazione, cattiveria e continuità. Tre “c” devastanti. Poi Di Francesco dovrà rimodulare le caratteristiche di Pellegrini. Nel 4-2-3-1 è un po' spaesato, compresso in un ruolo che non gli permette di sprigionare le sue immense qualità.

Nel frattempo, le sfide in campionato contro Milan e Napoli e la Champions League e il sogno europeo, un bellissimo sogno che la Roma potrà continuare a vivere se riuscirà a interrompere e a spezzare le catene che, storicamente, hanno frenato i giallorossi in Europa.


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