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ESCLUSIVA VG - Ag. Adamo: "Ha ripreso da dove aveva lasciato: nel segno della qualità"

di Alessandro Paoli

La stagione della Primavera giallorossa si è aperta con una vittoria (1-0 contro il KZN Academy XI) nel segno di Matteo Adamo, migliore in campo contro i sudafricani nella Durban Cup. La redazione di Vocegiallorossa.it ha contattato telefonicamente l'agente del calciatore, l'avv. Alessandro Floris che insieme a Danilo Caravello cura gli interessi del gioiellino giallorosso.

Dopo aver chiuso la scorsa stagione da protagonista, Adamo è tornato a prendersi le luci della ribalta della Primavera al primo appuntamento ufficiale della stagione. Come ha visto la sua prova di ieri?
"La prova di Matteo all'esordio stagionale ha confermato che il giocatore ha avuto un'evoluzione importante, aggiungendo, alle note caratteristiche balistiche di assoluto rilievo, un dinamismo e una capacità di andare in verticale oltreché di saltare l'uomo che ne completano il bagaglio tecnico.  Mi conforta che abbia ripreso il percorso da dove lo aveva interrotto nello scorso giugno, in costante crescita. Il centrocampo a tre allestito dal mister (Alberto De Rossi, ndr), cementato dalla forza di Ricozzi e Pellegrini, può favorire l'emergere delle sue qualità".

Recentemente Adamo ha anche firmato il contratto da professionista con la Roma, sintomo che la società crede in lui contrariamente alla prima parte della scorsa stagione.
"Non dimentico che abbiamo passato tre quarti della scorsa stagione con la faccia nella polvere, e che rari attestati di stima, che non dimenticheremo, sono stati l'unico conforto di una fase estremamente negativa. Credo che Matteo debba questo contratto soprattutto alla sua capacità di incidere nelle partite decisive, si è rialzato ed ha mostrato il suo valore, e andiamo fieri di quello che ha fatto. La risalita folgorante di Matteo nella considerazione generale dell'ambiente calcistico, dimostra quanto sia effimero il calcio e volubili i giudizi espressi sui giocatori. Non so dirle se la società avesse smesso di credere in lui, voglio pensare invece che attendesse da Matteo la reazione d'orgoglio e personalità che ha avuto. E lo ha dimostrato prima l'allenatore restituendogli la titolarità e poi la dirigenza premiandolo con un contratto da professionista. Non credo che sia interesse di nessuno depauperare un patrimonio tecnico importante come quello di Matteo".

Parlando di marcato: come commenta i tanti ragazzi lasciati andare dalla dirigenza giallorossa, ad esempio Masciangelo e Musto?
"Non è mio compito dare giudizi sull'operato della società. Riconosco a Bruno Conti la capacità di allestire gruppi straordinari, e non dimentico lo Scudetto Primavera 2011 vinto da una Roma 'romana', che ha lanciato nel calcio professionistico giocatori di grande valore. Tre nostri assistiti erano colonne portanti di quella squadra (Antei, Pigliacelli e Ciciretti, ndr). Credo che a Roma sia possibile costruire squadre vincenti con un'identità territoriale riconoscibile, come la società ha dimostrato negli anni passati e sono certo possa fare di nuovo. In quanto ai partenti, conosco e stimo Lorenzo Musto, ma credo sia giusto che un giudizio sul suo trasferimento venga dato da chi lo gestisce professionalmente. Venendo ai nostri giocatori, Edoardo Masciangelo è un capitano in campo e fuori, è andato via in silenzio ma a testa alta perchè conosce il proprio valore. La stima della Fiorentina ci onora, ma non è questo il momento di fare proclami, piuttosto di rispondere alle parole coi fatti. I trasferimenti di Nicholas Muzzi al Cagliari e Andrea Selvaggio al Latina seguono la stessa filosofia, creare opportunità a ragazzi in cui crediamo, indipendentemente da una stagione negativa. Non siamo gente che si arrende e vogliamo che i ragazzi abbiano lo stesso spirito di rivalsa, e possano ripagare la fiducia che società prestigiose hanno riposto in loro dopo un anno difficile".

Infine, un suo parere sulle potenzialità europee della Roma in vista della Youth League.
"La Youth League è una grande opportunità, per i ragazzi della Roma, di confrontarsi a livello internazionale. Il nostro Paese sembra indietro rispetto ad altri sotto il profilo della crescita dei giovani calciatori, più per una carenza di idee che di soldi. È impossibile fare un pronostico, sotto il profilo tecnico la società ha allestito una rosa valida, non la vedo favorita per una vittoria nel torneo europeo, ma ha i mezzi per ben figurare e il dovere di far ricredere quanti hanno già recitato il requiem del calcio italiano a livello internazionale".


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