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ESCLUSIVA VG - Bazzani: "Di Francesco un po' più integralista di Inzaghi. Se la Juventus cala, per il titolo c'è anche la Roma"

di Gabriele Chiocchio
Fonte: VG Radio - Alessandro Carducci, Danilo Magnani

Fabio Bazzani, ex attaccante, tra le altre, di Sampdoria e Lazio, è intervenuto nel corso della trasmissione VG Radio in onda su TMW Radio.

Un commento sull’Italia vista ieri?
“Ce ne sono pochi da fare, c’è poco da dire. Non è stata una grandissima Italia, ha pagato la fisicità della Svezia, ha creato poche occasioni. Purtroppo credo che nel doppio confronto non fare gol fuori casa pesa. Credo che le possibilità ci siano ancora, non bisogna farsi prendere dall’ansia. Considero l’Italia superiore, anche se la qualificazione è complicata resta fattibile, lo stadio scuoterà la squadra”.

Ci sono dei momenti in cui si percepisce che la squadra non segua le indicazioni dell’allenatore?
“Non credo che non seguano Ventura, è che fatica ad avere un’identità. Nelle nazionali è difficile crearla, si lavora poco, ma il sistema di gioco è stato cambiato parecchie volte, ha singoli non nelle condizioni migliori. Questo lo si nota, è un’Italia che ha poca autostima, però in una partita in cui l’emotività e il carattere possono fare la differenza, con una Svezia meno aggressiva l’Italia ha chance. Sicuramente una volta si poteva avere la certezza, oggi si ha la sperenza”.

Che derby ti aspetti?
“Due squadre che stanno facendo benissimo, che meritano la posizione di classifica che hanno. Mi aspetto un gran bel derby, dopo due settimane di sosta non sai come stanno i giocatori, non dico che sia fuori pronostico ma inciderà anche il recupero dei giocatori. Ma quando giochi certe partite la stanchezza viene meno”.

Quanto peserà eventualmente l’assenza di Nainggolan?
“Sicuramente non dovesse giocare sarebbe un’assenza pesante, è un giocatore importantissimo che abbina qualità e quantità, oltre che leadership”.

Ti saresti mai aspettato un Simone Inzaghi così?
“Credo che stia facendo un grandissimo lavoro, nel 2005 non potevo certo aspettarmelo. Avendolo conosciuto e parlandoci qualche giorno assieme lo vedo, è un allenatore che vive 24 ore la squadra, ha lavorato benissimo, è riuscito a trovare le contromosse alla cessione di Biglia. Ha le qualità di mettere i giocatori nelle migliori condizioni, questa è la stagione della sua consacrazione. Quando cedi Biglia e Keita rischi di fare passi indietro, invece questa empatia è un suo merito. È bravo perché oltre al proprio gioco si adatta anche agli avversari, è qualità. Simone sa adattare la squadra alla partita anche in base all’avversario che affronta. È l’allenatore che sta facendo meglio”.

Dall’altra parte c’è Di Francesco.
“Anche Di Francesco sta facendo un grande lavoro, non è facile passare dal Sassuolo alla Roma. Sono pressioni e gestioni diverse, dopo un inizio con qualche dubbio da parte dell’ambiente ha saputo andare avanti, i giocatori sono dalla sua parte e si vede. Lui è leggermente più integralista, ma sono scelte. Sta facendo un grande lavoro, la Roma sta facendo bene”.

La squadra da battere è sempre la Juventus?
“Io penso che alla fin fine sia sempre la Juventus. Il gap è leggermente accorciato, alla fine in 38 partite credo che siano sempre loro perché ha la rosa più ampia. È normale un piccolo calo del Napoli, rispetto agli altri anni il gap è leggermente diminuito e c’è speranza. Ma alla fine chi vuol vincere lo scudetto deve fare i conti con la Juventus”.

Dove si colloca la Roma in questo discorso? Ti saresti aspettato un girone di Champions così della Roma?
“La Roma sta facendo una grande Champions, sta disputando il girone da protagonista, con grande personalità nel doppio confronto col Chelsea. Questo darà slancio, ma magari può togliere qualcosa in campionato. La Roma giocherà per un posto in Champions, e se la Roma non incanalerà un ritmo straordinario potrà essere lì a giocarsela. È leggermente un gradino indietro a Juventus e Napoli. Credo che molti etichettassero la Roma massimo da terzo posto nel girone, ora si gioca il primo anche meritatamente, a Londra col Chelsea meritava qualcosa in più”.


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