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ESCLUSIVA VG - Di Michele: "Mi aspettavo questo impatto da parte di Di Francesco. Vincere a Torino sarebbe come farlo a Napoli"

di Gabriele Chiocchio
Fonte: VG Radio - Alessandro Carducci, Danilo Magnani

L'ex attaccante del Torino David Di Michele è intervenuto nel corso di VG Radio su TMW Radio.

Che impressioni hai avuto della partita contro il Chelsea?
“Ottime, andare a Londra e giocarsela a viso aperto, specie dopo la partita contro il Napoli, era una cosa che nessuno si aspettava. Complimenti a Di Francesco. Džeko? Ci sono poche parole. Ho detto che avrebbe rifatto altri 25-26 gol, lui non mi sta smentendo”.

La Roma ha le possibilità di superare il turno?
“Per come si sono messi i risultati, sì. Nessuno si aspettava il pari dell’Atletico in Azerbaijan, la Roma ha guadagnato molto. Ora ha tre punti in più degli spagnoli, di conseguenza si gioca tutto nello scontro diretto in Spagna. Sarà la partita decisiva. Per quello che si è visto contro il Chelsea, il ritorno è di buon auspicio”.

La sconfitta contro il Napoli è un caso o c’è ancora differenza?
“Sicuramente il Napoli è più avanti, la Roma ha cambiato allenatore e giocatori è svantaggiata. La difficoltà è stata quella di far riassorbire una metodologia di lavoro, un modulo e dei movimenti, sta facendo un buon lavoro. La sconfitta contro il Napoli è stata una parentesi, ha fatto capire quanta forza può avere la Roma. Fare una prestazione così contro il Chelsea in trasferta non è da tutti”.

Ti aspettavi un impatto così di Di Francesco?
“Conoscendolo, sì. Lui conosce la piazza di Roma, è un vantaggio. Ha delle belle idee, ha un buon gioco, ci sono stati anche parecchi infortuni che stanno pregiudicando la prestazione della squadra, non può schierare gli stessi per due partite di fila. Ha una partita in meno in campionato, può arrivare a poche lunghezze dalle altre. Penso che quest’anno la Roma sappia qual è la sua forza, Di Francesco deve tirare fuori qualcosa di importante dai giocatori. Non è una squadra attrezzatissima, ma con la giusta mentalità può fare un campionato ad altissimi livelli”.

Dove può arrivare la Roma?
“Sono sincero, per me quest’anno Juventus e Napoli sono avanti. La Roma è la terza squadra, c’è anche l’Inter ma più la Roma dell’Inter. Il Milan è più indietro”.

Tu ti ispiri a Spalletti come allenatore. Chi è il tecnico che incide di più nelle squadre?
“Direi Sarri per il Napoli, poi a pari merito metto Spalletti e Di Francesco. Spalletti è secondo in classifica con una squadra che l’anno scorso alternava buone partite a gare deludenti, quest’anno quando non gioca bene vince. La Roma è pari merito con l’Inter, col Napoli è stata un po’ bloccata e magari questo ha pregiudicato la prestazione. C’è stato un cambio di rotta importante”.

L’insidia per domani può essere dovuta alle scorie post-Champions?
“Giocare a Torino è sempre difficile, è una piazza calda, importante. Manca Belotti, difficile da sostituire. La Roma deve saper gestire bene le forze, ha speso tanto a livello fisico e mentale, questo potrebbe incidere. Se la Roma non riesce a fare questo salto fa fatica a giocarsi lo scudetto, se non fai questo salto lo fanno le altre, come il Napoli e la Juventus. Per la Roma manca poco, deve capire che il campionato italiano è bello e difficile, ma senza continuità si fatica a rimanere in alto. Queste sono le partite più difficile, vincere a Torino sarebbe come vincere a Napoli”.

Un ricordo di Francesco Totti?
“Ho avuto la fortuna di giocarci contro, non insieme. Ho un bellissimo ricordo di Francesco, come non ricordarlo positivamente? Ha fatto la storia di Roma, rimarrà sempre l’immagine delle sue giocate, quanti avrebbero fatto quello che ha fatto lui? Lui ha lasciato il corso UEFA B perché avrebbe fatto troppe assenze e non voleva togliere il posto a chi ne avrebbe fatte di meno, è stato un signore, non l’avrebbero fatto tutti”.


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