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ESCLUSIVA VG - Gentile, Sky Sport: "Rüdiger è giovane ma ha esperienza"

di Claudio Lollobrigida

Sbarcato lunedì a Fiumicino, il tedesco Antonio Rüdiger è l'uomo scelto per rimpiazzare Yanga-Mbiwa nella Roma, che ha strappato il difensore classe 1993 alla concorrenza del Napoli. Per avere un quadro completo del giocatore, la redazione di Vocegiallorossa.it ha contattato Riccardo Gentile, giornalista che segue la Bundesliga - campionato in cui militava Rüdiger con lo Stoccarda - per l'emittente satellitare Sky Sport: "È un ragazzo che secondo me ha una buona base, nel senso che due stagioni fa ha disputato 30 partite in Bundesliga, su 34, ed ha già una buona esperienza. Peraltro lui ha vissuto nelle ultime due stagioni in una squadra che ha lottato per salvezza con lo Stoccarda e ha convissuto con diverse pressioni in questo senso. Pur essendo ancora giovane, quindi, si può dire che abbia già accumulato una discreta esperienza. Fisicamente è indiscutibile: oltre ad essere molto alto, è anche bravo nel tackle, nel gioco aereo e nell'anticipo. Tatticamente è invece un giocatore da far crescere perché in Bundesliga non c'è molta tattica e lui ha avuto a che fare con degli allenatori che non erano propriamente dei maghi in questo senso. Immagino che la Roma abbia fatto questo acquisto pensando e sperando di farlo diventare un grande difensore. Attualmente non mi sento di dire che Rüdiger lo è ma è sicuramente un bel prospetto, perché ha parecchi aspetti su cui poter lavorare". 

Può davvero giocare come terzino destro con risultati soddisfacenti?
"Sì, lo ha fatto, tant'è vero che c'è stato chi lo ha paragonato a Boateng, che secondo me ad oggi è uno dei difensori più forti del mondo. È abbastanza azzardato come paragone, anche se il primo Boateng ad Amburgo - dal 2007 al 2010 - era un giocatore dal fisico molto pronto ma grezzo. Poi ha fatto tanti passi avanti, è cresciuto moltissimo e la sperenza della Roma credo che sia la stessa per Rüdiger. È chiaro che non arriva un giocatore già pronto".

Rüdiger è un difensore di impostazione?
"No, se penso a un giocatore che deve impostare il gioco, onestamente non penso a lui. Può crescere in questo senso e migliorare tecnicamente, non c'è dubbio: per esempio Boateng, che tecnicamente non è un fenomeno, vi assicuro che è migliorato tantissimo sotto questo aspetto dai tempi dell'Amburgo. Quindi dei passi avanti Rüdiger li può fare sicuramente ma non penso a lui come un difensore elegante che imposta il gioco, bensì a un calciatore più abile nella marcatura. E' comunque interessante il fatto che la Roma abbia creduto nel suo sviluppo, cosa che secondo me non è sbagliata. In Germana Rüdiger ha una buona nomea e tutti credono che possa diventare forte".

Tornando all'aspetto caratteriale, come può adattarsi alla piazza di Roma?
"Le pressioni di cui parlavamo si riferiscono soprattutto alla scorsa stagione, perché due anni fa con lo Stoccarda a metà classifica non aveva grandi obiettivi, mentre lo scorso anno con il discorso salvezza lottava per qualcosa. Per loro salvarsi è stato come una vittoria, considerando anche che negli ultimi due anni hanno sempre cambiato allenatore in corsa. Nel primo anno Rüdiger è stato più protagonista, mentre nel secondo ha avuto meno presenze per qualche problema fisico. Quello che posso dire è che in Germania un ragazzo di 19 anni è favorito perché viene schierato subito da titolare, quindi non arriva in italia dopo aver fatto numeri in Primavera o 10 minuti in Prima Squadra segnando un gol dopo aver smarcato tutti. Viene da una squadra del campionato tedesco nella quale, alla sua età, ha già avuto un'esperienza. E la cosa non è da sottovalutare perché da noi i diciottenni non giocano: in Italia, ad esempio, c'è un grande talento come Berardi che ancora rimane al Sassuolo pur essendo della Juve, che magari poteva già puntarci".


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