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Il filo di Bayern Monaco-Roma: Josep Guardiola

di Marco Rossi Mercanti

A due settimane dalla batosta subita all’Olimpico, la Roma si appresta a disputare la quarta giornata di Champions League, nella temibile trasferta di Monaco, al cospetto dei tedeschi dominatori del girone E con 9 punti. I giallorossi avranno voglia di riscattare il pesante 1-7 dell’andata ma, oltre a questo, un eventuale risultato positivo all’Allianz Arena potrebbe dare un nuovo slancio alla qualificazione alla fase ad eliminazione diretta (la Roma è seconda nel girone a quota 4, con 2 lunghezze di vantaggio sul Manchester City). Questa nuova rubrica di Vocegiallorossa.it vuole analizzare ogni volta un personaggio diverso, legato per qualche motivo al match che si disputerà: oggi abbiamo scelto Josep Guardiola.

Josep Guardiola i Sala, conosciuto come Pep Guardiola, nasce a Santpedor il 18 gennaio 1971. Inizia a muovere i primi passi da calciatore al Gimnàstic de Manresa, per approdare in seguito al Barcellona il 28 giugno 1984 a soli 13 anni. Dopo 7 anni trascorsi nella “cantera” blaugrana, nel 1990 l’allora allenatore del Barcellona Johann Cruijff lo impiega in prima squadra come centrocampista centrale, ruolo che lo consacrerà tra i migliori del suo tempo. Negli 11 anni in cui veste la maglia blaugrana vince praticamente di tutto: Liga, Coppa del Re, Supercoppa spagnola, Coppa dei Campioni, Supercoppa Europea ed addirittura la “defunta” Coppa delle Coppe nella stagione 1996/1997.

Approda in Italia nella stagione 2001/2002 al Brescia di Carlo Mazzone, ricordato dallo stesso Guardiola come il suo maestro e al quale avrà modo di dedicare, nel 2009 alla guida del Barcellona, la vittoria in Champions League alle spese del Manchester United nella finale di Roma. Nella Capitale giunge nel 2002/2003 e Capello, allora alla guida dei giallorossi, lo fa esordire il 19 settembre 2002, proprio a Brescia, subentrando al 53’ a Tommasi: quella partita termina 2-3, grazie alla prima tripletta in Serie A di Francesco Totti. In seguito, Guardiola si ritaglia un nuovo spazio contro il Como (sostituito al 57’ da Guigou) e giocando tutta la partita nella disfatta di Parma per 3-0. Effettua la sua ultima partita in A con la maglia capitolina il 12 gennaio 2003, quando entra al 72’ al posto di Dacourt in un Roma-Chievo terminato con la vittoria clivense negli ultimi minuti grazie ad un gol di Federico Cossato. Conclude la sua esperienza capitolina, dunque, con sole 4 presenze.

Poco prima della fine del mercato di gennaio, opta per il ritorno a Brescia, dove diventa un titolare fisso, collezionando anche un gol (con il Torino su rigore) in 13 presenze, contribuendo alla salvezza dei lombardi. A fine stagione lascia l’Italia, concludendo la sua carriera da calciatore con le esperienze in Qatar (con l’Al-Ahly Doha) ed in Messico con i Dorados de Sinaloa.

Una volta conseguito il patentino da allenatore, nel 2008 il presidente del Barcellona Laporta lo designa nuovo tecnico della squadra blaugrana. Al primo anno, ottiene uno storico triplete, conquistando Liga, Coppa del Re e Champions League (nella già citata finale di Roma). Per i restanti tre anni alla guida del Barcellona vince, come d’altronde già fatto da calciatore, nuovamente di tutto, arricchendo il suo corposo palmarès anche con il Mondiale per Club, mai vinto da calciatore (dal momento che prima si disputava la Coppa Intercontinentale, comunque mancante nella sua bacheca). Termina l’esperienza con il Barcellona con la bellezza di 14 trofei conquistati.

Il 16 gennaio 2013 il Bayern Monaco annuncia il suo ingaggio a decorrere dal successivo luglio, ovvero subito dopo il ritiro dell’attuale allenatore tedesco Jupp Heynckes. Dopo aver fallito la vittoria nella Supercoppa tedesca ed essendo stato malamente eliminato nelle semifinali di Champions League ad opera del Real Madrid (poi vincitore della Decima), conclude il primo anno alla guida dei bavaresi con la vittoria in Bundesliga (con 7 giornate di anticipo), in Coppa di Germania, nel Mondiale per Club e nella Supercoppa Europea.

La stagione corrente si apre come la precedente, ossia con la sconfitta nella Supercoppa tedesca, persa ancora una volta a scapito del Borussia Dortmund. Il 28 agosto 2014, l’urna di Nyon sorteggia il Bayern Monaco nel girone E di Champions League, insieme a Manchester City, CSKA Mosca e alla sua ex Roma. Lo scorso 21 ottobre ha così modo di affrontare per la prima volta da allenatore la squadra capitolina, demolendola letteralmente per 7-1. A fine partita, però, il tecnico spagnolo dichiara: “Questa gara è un’incidente. Scommetto che tra due settimane non finirà così”. Domani sera, resterà da capire se Guardiola avrà ragione a temere una reazione rabbiosa della Roma: di certo, i tifosi giallorossi sperano che le sue parole rilasciate dopo quel match diventino profetiche.

Identikit: Josep Guardiola i Sala

Presenze in A: 28 (4 con la Roma)

Reti in A: 3 (0 con la Roma)

Palmarès (da calciatore): 6 Campionati spagnoli (Barcellona, 1990/1991-1991/1992-1992/1993-1993/1994-1997/1998-1998-1999), 2 Coppe di Spagna (Barcellona, 1996/1997-1997/1998), 4 Supercoppe di Spagna (1991-1992-1994-1996), 1 Coppa dei Campioni (1991-1992), 2 Supercoppe Uefa (1992-1997), 1 Coppa delle Coppe (1996/1997), 1 oro olimpico (Spagna, nell’Olimpiade di Barcellona del 1992).

Palmarès (da allenatore): 3 Campionati spagnoli (Barcellona, 2008/2009-2009/2010-2010/2011), 2 Coppe di Spagna (Barcellona, 2008/2009-2011/2012), 3 Supercoppe di Spagna (Barcellona, 2009-2010-2011), 2 Champions League (Barcellona, 2008/2009-2010/2011), 3 Supercoppe Uefa (2 Barcellona, 2009-2011 – 1 Bayern Monaco, 2013), 3 Coppe del Mondo per club (2 Barcellona, 2009-2011 – 1 Bayern Monaco, 2013), 1 Campionato tedesco (Bayern Monaco, 2013/2014), 1 Coppa di Germania (2013/2014).


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