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Amantino Mancini: "Parlo ancora con De Rossi. Punterei sul ritorno di Totti in società"

di Mattia Grieco

Amantino Mancini ha rilasciato un'intervista a Soccermagazine. Di seguito le sue parole:

Sappiamo che oggi vivi in Brasile e ti occupi dell’Aymorés. Hai già adocchiato qualche giovane potenziale talento che potrebbe avere futuro in Serie A?
"Sì, oggi sono un gestore dell’Aymorés, una squadra piccola qui in Brasile. Noi puntiamo molto sui settori giovanili, con ragazzi dai 12 anni fino ai 20 anni. Abbiamo giocatori molto promettenti, ancora giocano nel settore giovanile, però hanno tantissimo potenziale".

In Serie A la lotta al campionato sembra essersi riaperta. Secondo te sarà comunque l’Inter a vincere lo Scudetto o Milan e Napoli hanno ancora qualche speranza?
"Nelle scorse giornate l’Inter ha avuto dei risultati deludenti, però è ancora la favorita secondo me per vincere lo Scudetto. Il Milan e anche il Napoli possono sorprendere, comunque è tutto ancora aperto. Nelle ultime partite diventerà un campionato molto più divertente, ma io mantengo ancora l’Inter come la favorita".

Ti sorprende vedere la Juventus faticare dopo un decennio costellato di successi o è una flessione che si deve sempre pagare nel calcio?
"Storicamente la Juventus è sempre stata protagonista del campionato, però negli ultimi anni sta soffrendo tanto, è una squadra che trova tanta difficoltà nella continuità. Il mister Spalletti è riuscito a dare un sistema di gioco abbastanza buono, però la squadra soffre e vive un momento molto difficile. Secondo me la Juventus deve già pensare alla prossima stagione e intanto continuare a lottare per un posto in Champions".

Negli ultimi mesi è arrivato in Serie A un brasiliano molto talentuoso come Alisson Santos, che è stato preso dal Napoli e potrebbe persino giocare i Mondiali col Brasile. È davvero un fenomeno come si dice?
"Alisson Santos è un giocatore giovane con tanto talento e potenzialità, ma secondo me esistono ancora altri giocatori che sono molto avanti rispetto a lui. Non per qualità, ma penso anche per il momento, per l’esperienza. Penso che per questo Mondiale sia molto difficile che lui sia nella lista di Ancelotti, ma comunque è un ragazzo con potenziale".

La tua esperienza in Italia è legata principalmente alla Roma. Qual è il compagno giallorosso al quale sei rimasto più affezionato?
"Io ho vissuto dei momenti meravigliosi con la Roma, dei momenti bellissimi che rimarranno nella mia memoria e nella storia della Roma. Parlo ogni tanto con De Rossi, è uno col quale sono rimasti amicizia e rispetto, anche perché quando io sono arrivato a Roma lui è stato il mio compagno di stanza. Lo ammiro".

Di recente si è parlato di un ritorno di Totti in società. Considerando che si era dimesso lui stesso nel 2019, quali compiti gli affideresti per farlo rimanere a lungo?
"Io sicuramente mi fiderei di Francesco Totti, perché è una bandiera, una leggenda, romano e romanista. Sappiamo la sua storia e quanto è legato alla Roma, io punterei su di lui. Sarebbe importantissimo per fare quel ponte tra società e giocatori. Io punterei veramente su Francesco nella Roma".

Da ex avversario storico nei derby, che impressione ti fa vedere la Lazio in crisi, addirittura con lo stadio abbandonato dai tifosi?
"Il momento della Lazio non è buono per la Lazio, ma neanche per la capitale, perché avere due squadre che facciano bene per la città e per la rivalità è importante. Dà anche più benzina per la competitività e per la storia di queste due squadre, della capitale e del derby. Quindi vedere la Lazio così in crisi secondo me non è buono per il calcio di Roma, diciamo così. Per i tifosi sì, perché si prendono in giro l’uno con l’altro, ma vedere lo stadio Olimpico vuoto quando gioca la Lazio è un riflesso di un gioco brutto, di una squadra che non è competitiva".

Durante la tua parentesi all’Inter hai giocato insieme a un’eterna promessa del calcio italiano, Mario Balotelli. Da ex compagno ti è rimasto il rammarico di non averlo mai visto veramente sbocciare?
"Mario era un talento, un giocatore con una qualità tecnica sopra la media. Però secondo me si è perso per cose extra-campo. Lui è stato coinvolto in tante polemiche. Se lui avesse avuto magari una persona vicino, se avesse fatto una riflessione sulla sua carriera nel senso di gestirla meglio, essere più tranquillo, parlare poco… lui ha perso un po’ il “timing”, ecco. Però era un giocatore fantastico. C’era forza, tecnica. Un peccato per il calcio italiano, perché poteva essere molto più utile".

Per concludere: c’è un giocatore di oggi nel quale Amantino Mancini si rivede?
"Nel calcio di oggi si vede poco o niente di giocatori che hanno la forza, il cambio di marcia, il cambio di direzione, la qualità tecnica e l’uno contro uno. Adesso nel calcio italiano non saprei indicare un giocatore che assomigli a me come caratteristiche. Penso non solo in Italia, ma anche nel calcio mondiale sono in pochi".


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