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Avv. Contucci: "Divieto delle trasferte? C'è possibilità di ricorso anche i Roma Club si sono attivati"

di Benedetta Uccheddu

Nel corso della trasmissione Diario da Bordocampo, in onda su Centro Suono Sport, l’avvocato Lorenzo Contucci è intervenuto ai microfoni di Fulvio Micozzi, Andrea Materia e Paolo Paolucci per affrontare il tema del divieto di trasferta e della chiusura dei settori ospiti, analizzandone i profili giuridici, le possibilità di ricorso e le conseguenze sul futuro del calcio italiano.

Divieto di trasferte, è anticostituzionale?
«Il divieto è la chiusura del settore ospiti. C’è una legge che lo consente, ma se si applica male abbiamo un divieto che sembra una sanzione».

Ci può essere un ricorso? E se sì, ci sono possibilità che vada in porto?
«La possibilità c’è. È difficile fare un pronostico sulla riuscita. In più non c’è giurisprudenza. Il ricorso è fattibile e anche i Roma Club si sono attivati».

Queste decisioni prefettizie porteranno a un calcio senza tifosi negli stadi?
«Lo vediamo oggi con Lazio-Genoa, per motivi diversi. Se non si mette un freno, il prodotto calcio non si vende. Mediaticamente è tutto amplificato. Questo comporta che il potere politico diventi repressione e non prevenzione».

In Inghilterra e in Germania non vietano le trasferte. Insieme alla UEFA e a chi è predisposto a gestire la sicurezza si potrebbe arrivare in futuro a un regolamento uguale per tutti?
«Entrano in conflitto anche i regolamenti UEFA con le leggi dello Stato. Il problema è come viene adottato questo potere. La UEFA può poco, anche se il potere economico conta. In Inghilterra i tifosi ospiti vengono inquadrati come i tifosi di casa perché poi viene venduto il prodotto».


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