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Bruno Conti: "Tra me e Maradona c'era un grandissimo affetto. Importante la presenza dei Friedkin a Trigoria"

di Gabriele Chiocchio

Bruno Conti è intervenuto ai microfoni di Retesport. Ecco le sue parole.

Sul rapporto con Maradona.
«È un anno complicatissimo, abbiamo perso grandi personaggi e ieri anche Diego Armando Maradona. La mia amicizia con lui è iniziata sul campo, da semplici avversari. Una volta mi sussurrò nell'orecchio: "Bruno, vieni a giocare a Napoli". Eravamo entrambi mancini, vivevamo il calcio nello stesso modo: una passione per il pallone infinita. Ricordo con affetto i suoi abbracci ad inizio e al termine della gara, c'era un'affinità spontanea. Per me era un onore sapere che uno come Maradona mi ammirasse calcisticamente. Ci siamo scontrati sul campo anche con la maglia della Nazionale, c'era un grandissimo affetto tra noi. Nel 2005 quando divenni allenatore della Roma, venne a trovarmi a Trigoria, fu un'emozione straordinaria, per me e per i ragazzi. Una persona meravigliosa, dal cuore d'oro, ieri è stato un pomeriggio veramente difficile. La diversità di Maradona era che non sapevi mai cosa avrebbe potuto fare col pallone tra i piedi: da avversario vivevi col timore costante che potesse inventarsi qualsiasi cosa, fisicamente era imprendibile, il pallone lo faceva cantare». 

Sul rapporto tra Maradona e Totti.
«Diego era una persona straordinaria, ha sempre ammirato Francesco Totti, un rapporto nato dalla semplicità, Diego era innamorato di Checco, della sua storia, delle sue qualità: stiamo parlando di fenomeni».

Sulla presenza a Roma dei Friedkin.
«Mi fa piacere vederli costantemente a Trigoria, una presenza reale, tangibile, in tutte le questioni della società. Sono aspetti importanti che fanno bene al club. Ryan sta imparando italiano e qua e là anche qualche battuta in romanesco...»


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