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Calvo presenta Asr27: "Cerchiamo di sfruttare la tecnologia per non perdere l'empatia tra il club e i tifosi. Asr27 nasce per accorciare le distanze e sta riscuotendo successo"

di Danilo Budite

In occasione del match tra Roma e Fiorentina ha fatto il suo esordio Asr27, un robot di telepresenza con cui i tifosi del Roma Club Los Angeles da casa hanno potuto assistere, virtualmente, al match. Wired ha intervistato Francesco Calvo, Chief Operating Officer della società capitolina, per scoprire i segreti del progetto.

La pandemia non ha solo svuotato gli stadi, ha anche rinchiuso squadre e giocatori dentro bolle che li rendono ancora più irraggiungibili di prima: la tecnologia può aiutarci a recuperare almeno un po’ di empatia e calore?
“Purtroppo la pandemia sta stravolgendo le nostre abitudini in ogni ambito e in modalità che mai avremmo immaginato. Il ruolo primario della tecnologia nelle nostre vite ha avuto una accelerazione incredibile e tutti stiamo cercando di capire come ottimizzarla. Il calcio non fa eccezione e anche noi stiamo sperimentando varie soluzioni, varie vie, sia in ambito tecnologico sia in ambito non tecnologico, per non perdere l’empatia che il club e i suoi giocatori hanno sempre avuto con i propri tifosi. Anche se, e qui devo essere onesto, nessuna esperienza tecnologica può eguagliare il piacere di vedere una partita allo stadio o di incontrare i propri beniamini dal vivo”.

Asr27 è un robot di telepresenza ma anche un esempio della storica dedizione dell’As Roma per i suoi tifosi: avrà un seguito, magari con dispositivi più sofisticati?
“L’idea di inserire Asr27 nel nostro team è nata dalla ricerca di soluzioni per non perdere il contatto con i nostri tifosi ma anche per continuare quella serie di attività di sostegno alle persone in difficoltà che non volevamo mettere in pausa a causa della pandemia. L’obiettivo è continuare a essere presenti in quelle situazioni nelle quali un nostro piccolo gesto possa portare un po’ di sollievo da una situazione difficile. Questa soluzione tecnologica può aiutarci anche a riprendere quelle attività negli ospedali che oggi, come si può ben immaginare, sono di difficile attuazione. Il fatto che ci stiamo adattando a incontrare virtualmente i nostri cari e i nostri colleghi ha facilitato l’utilizzo di Asr27 in quanto ormai ci sembra normale incontrarci in video. Per il futuro speriamo di tornare a incontri più tradizionali ma, soprattutto per i nostri tifosi all’estero o impossibilitati a muoversi, non smetteremo di studiare nuove soluzioni e di farci aiutare dallo sviluppo tecnologico”.

Anziani, persone fragili, bambini: Asr27 nasce per accorciare le distanze ma anche, in questo momento più che mai, consolidare il concetto di comunità? 
“Esatto, Asr27 nasce per accorciare le distanze e ci siamo riusciti fino ad adesso con nostro immenso piacere, avendo visto e vissuto le reazioni dei diretti interessati. Ma come dici tu, il concetto di comunità è per noi molto importante in quanto la Roma appartiene alla propria gente e mai come in questo periodo sentiamo la responsabilità di fare qualcosa per la nostra comunità, di dare un valore aggiunto: questo è stato il principio guida che ci ha guidato durante la pandemia e che continua a guidarci ogni giorno. Se la tecnologia potrà aiutarci in questo ambito ancora non lo sappiamo, ma sicuramente non smettiamo di ragionarci nella speranza di poter portare la Roma vicina a tutti coloro che la amano”.


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