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Capello: "Garcia? Non parlo dei colleghi, dico solo che si deve capire dove si lavora"

di Marco Rossi Mercanti
Fonte: Radio Deejay

"A Roma bisogna mantenere un po’ di distacco? È assolutamente così, perché è una città ammaliatrice, è una piovra che ti prende e poi ti addormenta. Se tu non hai capito questa cosa, sei finito. Io ho avuto la fortuna di aver avuto la mia prima esperienza come calciatore, quindi lo avevo capito. Avendo fatto le due cose, calciatore e allenatore, ho capito cosa dovevo fare. Se Garcia ha capito tutto questo? Non mi piace parlare dei colleghi. Io dico solo che quando si va in un’altra città, o in un’altra nazione come è per lui, si deve capire dove si lavora. E se non si capisce dove si lavora, se non si capiscono le caratteristiche della città, diventa tutto molto difficile, perché Roma è una città che ti può essere amica e traditrice allo stesso tempo. E per traditrice intendo dire affabulatrice, nel senso che non ti accorgi che ti sta prendendo la mano, che ti coinvolge, che ti porta via tutto. Questo un po’ piace, certo, e sta succedendo la stessa cosa anche ai politici che scendono dal Nord, non solo agli allenatori. Io in panchina? Deve essere un progetto che mi stuzzica, ho già detto di no ad almeno una decina di squadre. Per adesso, anche in Italia, non ci sono progetti che mi interessano. Io alla Fifa? Non ci ho mai pensato, ma sarebbe sicuramente interessante". Queste le parole dell'ex tecnico giallorosso Fabio Capello ai microfoni di Radio Deejay.


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