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Carles Perez: "Roma è spettacolare. Mi alleno tutti i giorni a casa, ma mi manca moltissimo giocare"

di Danilo Budite

Carles Perez è stato il protagonista di una diretta Instagram sul profilo del quotidiano spagnolo Marca. Queste le sue parole.

Come stai vivendo la quarantena?
"Normale, sono solo da ventidue giorni. La mia famiglia sta bene ed è in Spagna, ma sto bene. Non esco da casa".

Quanto ti alleni?
Due ore al mattino e due al pomeriggio. 

Che fai?
"Ho un preparatore atletico che mi da il programma ogni settimana. È importante mantenere la forma fisica per essere pronti a tornare a giocar, ma niente pallone, non ho mai passato così tanto tempo senza giocare. Ci sto un po' male, perché il calcio è la mia vita. La cosa più importante però è che la gente resti a casa e tutto tornerà alla normalità".

Stai collaborando con l'ospedale della tua città?
"Si, cerco di sostenerlo per affrontare quest'emergenza".

Cosa ne pensi del taglio dei salari?
"È giusto. Noi siamo pagati per giocare il fine settimana e ora non possiamo perché dobbiamo stare a casa. D’altra parte non siamo in vacanza perché continuiamo ad allenarci, ma capisco la scelta.

Come vi siete accordati nella Roma sul taglio?
"Non posso commentare questo tema".

Come va con l’italiano?
"Bene. Con Diego Perotti e Fazio parlo in spagnolo visto che sono argentini. L’italiano lo sto studiando e inizio a parlarlo Poi ci sono Villar e Pau Lopez ovviamente".

Come sono i tifosi giallorossi?
"Il tifoso della Roma è diverso da quelli in Spagna. La gente a Roma vive il calcio in un altro modo, più intensamente. Ci sono lati positivi e negativi. Gridano tutta la partita, tifano la squadra".

Meglio Roma o Barcellona?
"Roma è spettacolare, ma dico Barcellona perché lì ho passati tantissimi anni e ho tanti amici".

La Champions?
"Possiamo entrare in Champions e andare avanti in Europa League. Se le vinciamo tutte ci qualifichiamo sicuramente".

Hai incontrato Totti?
"No. Da quando sono a Roma non è mai venuto al centro sportivo. Però spero di incontrarlo, è una leggenda".

Il Barcellona?
"Non so perché mi abbia mandato via, ma ho rispettato la loro decisione. Ora sono un giocatore della Roma e sono felice di esserlo. Sono felice di come mi sono ambientato e del calore dei tifosi".

Le giovanili del Barcellona?
"A volte serve di tempo per adattarsi e non viene dato. Ora sono un giocatore e sono contento di esserlo".

C’è un diritto di recompra su di te?
No. Ho firmato per quattro anni con la Roma.

A Roma puoi aspirare a un ruolo da protagonista?
"Al Barça sapevo che era diverso perché avevo davanti il miglior giocatore del mondo. È normale. Ho scelto la Roma perché  la situazione era molto buona per me, qui posso giocare anche se sono giovane. Ho scelto la Roma anche per la società e per lambiete. Cerco minuti di responsabilità, al Barcellona giocavo poco, anche se ho giocato in Champions e ho segnato all'Inter, mentre qui posso giocare titolare in Europa e da protagonista".

Cosa ti ha detto Fonseca per convincerti?
"Fonseca mi ha parlato della squadra, della società e dei compagni. Mi è piaciuto cosa mi ha detto e come ha cercato di convincermi, mi piaceva l'idea e ho scelto la Roma".

C'erano anche altre offerte?
"Si, dalla Spagna, Inghilterra e Germania, ma la Roma mi ha convinto".

La Serie A è molto tattica?
"Qui si difende molto meglio. Per me sarebbe più facile giocare in Spagna che qui, dove ci sono più spazi. Qui c’è più intensità difensiva".

Pastore?
"Ha tantissima qualità".

Perché hai scelto il numero 31?
"Non lo so, mi è sempre piaciuto da piccolo  mi ha portato fortuna".

In futuro che numero vorresti? La dieci?
"No, il dieci no. Ho troppo rispetto, la dieci pesa troppo qui. Metterei l’undici".

Ti piace la pasta?
"Molto, quando esco per Roma vado a mangiarla, ma quotidianamente devo stare attento alle direttive del nutrizionista".

Con Kluivert come ti trovi?
"Molto, ha grande qualità. Ma devo dire che mi trovo bene con tutti".

Qual è il tuo ruolo preferito?
"Esterno destro".

A chi cerchi di ispirarti?
"Leo Messi. Sennò Robben.


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