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Di Carlo: "Forse la Roma sta cambiando mentalità. Non prenderei Berardi"

di Gabriele Chiocchio

L'ex giallorosso Antonio Di Carlo è intervenuto ai microfoni di Teleradiostereo.

La Roma è sempre sottovalutata, perché?
"La Roma è stata sempre criticata, dall’ambiente e dalle scelte della società. Da fuori viene meno nominata perché a livello internazionale ha meno risonanza".

Voto dell’annata?
"Un ottimo voto a tutti. Non mi aspettavo che facesse così bene, dalle cessioni di Salah e Rüdiger non mi aspettavo questa stagione e invece ha fatto molto bene. Anche le prestazioni in Champions League, con un grande gioco, lo dimostrano. Ho la sensazione che forse stia cambiando mentalità. È cambiato l’atteggiamento e l’approccio a tutte le situazione. Anche la professionalità, ora c’è meno folclore, si pensa meno al contorno e più al campo".

Quali sono i trascinatori di questo gruppo?
"C’è bisogno di qualche cambiamento a centrocampo. De Rossi incomincia ad avere degli anni, gli stessi Nainggolan e Strootman non sono quelli di un paio di anni fa. Pellegrini e altri giovani hanno dato un apporto fondamentale".

Gonalons?
"Non l’avrei mai comprato".

Schick? 
"Per me e un grosso talento, avrà un grande futuro. Il salto tra la Sampdoria e la Roma è alto, penso sia il più grosso talento che abbiamo in Italia. È il primo acquisto della Roma per questo mercato".

Pellegrini?
"Lo vedo benissimo, è molto forte e l’ho consigliato alla Roma".

Berardi?
"Lo lascerei dove sta".

Come vedi la scelta di Ancelotti?
"Lo sento spesso, è un professionista e ha fatto la sua scelta convinto dal progetto tecnico e dalle garanzie del Napoli. Resta comunque un tifoso della Roma. Le sue dichiarazioni su un arrivo alla Roma? Sono cose che si dicono nel calcio".

Totti un anno dopo. Come l’hai visto?
"L’ho visto quando l’hanno inquadrato in tv (ride, ndr)".

La coppia Dzeko-Schick continuerà a coesistere o meno?
"Mi auguro che l’allenatore lavorerà per farli coesistere. Se io fossi l’allenatore li farei giocare insieme".

Il podio del mondiale?
"Credo che farà molto bene la Polonia, ma in fondo ci arriveranno le solite: Germania, Spagna e Brasile".


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