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Di Francesco: "È un momento in cui le cose non vanno benissimo: non facciamo gol. Non siamo al livello della Juventus"

di Simone Ducci

Di Francesco a Premium Sport
"Oggi non è girato niente, la Fiorentina ha fatto 2-3 tiri e fatto 2 gol, è un momento in cui le cose non vanno benissimo, anche alcune scelte arbitrali. Non riusciamo a concretizzare la grande mole di gioco, non facciamo gol. Il calcio è fatto di episodi e oggi nessun episodio ci è girato a favore. I cambi? Certi giocatori non possono giocare 90' ogni 3 giorni, Kolarov doveva tirare il fiato. Se ci basiamo sui due terzini, non abbiamo cercato il cross molto spesso, purtroppo qui si parla del risultato, se devo fare delle valutazioni tecnico-tattiche meritavamo di più noi. Pazienza, ci prendiamo questa sconfitta e pensiamo al Barcellona. Veniamo dalla partita di Barcellona dove abbiamo preso 4 gol non meritando, dobbiamo crescere in mentalità e ora faremo delle valutazioni in merito a questo ko per 2-0. Quando si giocano tante partite, qualcosa bisogna cambiare poi è normale che chi gioca di meno potrebbe essere meno lucido. La Juventus oggi ne ha cambiati 9, noi siamo tornati alle 5 di mattina e puoi perdere in lucidità. Abbiamo avuto il desiderio di far male, siamo stati poco qualitativi però stiamo lavorando con i concetti giusti. La Fiorentina ha provato a giocare nel primo tempo, poi con il 2-0 si sono chiusi e questo li ha facilitati. Rimonta con il Barcellona? Giochiamo per vivere queste partite, ora è una partita dove la squadra deve credere di poter fare qualcosa di importante, se scendiamo in campo poco concreti non andiamo da nessuna parte, serve cinismo. Cosa manca per arrivare ai livelli della Juventus? Non ci siamo mai avvicinati, manca qualcosa a livello di uomini. La prima cosa è dare una mentalità che può passare anche attraverso queste sconfitte, dobbiamo migliorare qualcosina. Siamo la squadra che crossa di più e facciamo pochi gol, tiriamo tanto e facciamo pochi gol, non può essere e su questo dobbiamo lavorare e da qui bisogna partire per crescere, così si vince cioè partendo dalla settimana e facendo le cose costantemente". 

Di Francesco a Sky Sport
Influito il Barcellona? Se analizzo la prestazione abbiamo concesso poco ma quel poco è stato determinante. Abbiamo creato tantissimo, però se non concretizzi come a Barcellona, fatichi a portare a casa un risultato positivo. Sono molto arrabbiato perché sotto l'atteggiamento della determinazione durante certe fasi della partita lo ripetiamo sempre da inizio stagione. Poi la Fiorentina ha pensato di più a difendersi, sarà anche per merito nostro. Turnover? La Juve ne ha cambiati 9 con il Benevento, quando non hai nemmeno 48 ore tra una gara e l'altra qualcuno devi cambiare. Se c i basiamo sul risultato avete ragione voi. Durante la gara la squadra non ha mostrato difficoltà ad essere aggressiva, devo basarmi sulla prestazione. Siamo mancati nell’essere concreti e nel non raddoppiare nelle occasioni come quella di Simeone. Quando tiriamo in porta siamo stati poco lucidi. Oggi sono arrabbiato perché abbiamo speso tanto senza raggiungere il risultato. Sulla mentalità ci si allena solo in settimana con gli allenamenti e poi la riporti in partita. Alla fina abbiamo concesso poco alla Fiorentina. Ci vuole maggiore cattiveria. Quando ti organizzi come oggi a recuperare più di trenta palloni, facendoli calciare lunghi, è un aspetto importantissimo. Se però non sei ripagato nei risultati ti toglie qualcosa a livello mentale, ma devi essere bravo a tenere duro e a reagire dal punto di vista della mentalità”.

Di Francesco in conferenza stampa (a cura dell’inviato all’Olimpico Gabriele Chiocchio)
Problema psicologico? Voi vedete le partite in un certo modo, nel primo tempo loro hanno fatto due tiri e due gol. Bravissimi loro, noi no nel non concretizzare le occasioni. C’è stato un risvolto non meritato, la Fiorentina si è difesa a oltranza. Siamo mancati in determinazione sotto porta, che non è poco. Sul secondo gol ci siamo fatti fregare da Simeone, su un pallone che era già nostro. Abbiamo commesso delle ingenuità, non posso considerarla una partita totalmente negativa. Dobbiamo prendere atto del risultato. Se le alternative sono all’altezza? Le prestazioni di diversi giocatori non sono state il massimo, devo dire che Jonathan Silva è venuto qui con un infortunio, dal quale si è rimesso da un mese. Non lo vedo ancora pronto. Jesus ha giocato spesso in questo ruolo, oggi non ha demeritato, ha messo i cross più importanti. In altre situazioni potevamo fare meglio, mi aspettavo qualcosa in più in certe scelte, non possiamo buttare la croce addosso a chi gioca meno. Devo tutelare i giocatori, e sfruttarli al meglio. Oggi è andata così, mi prendo tutte le responsabilità. Confronto con l’anno scorso? I numeri li chiedete quando conviene a voi… l’anno scorso siamo usciti ai preliminari di Champions League e siamo usciti in Europa League. In campionato abbiamo pagato qualcosa, non sono contento dei punti, meritavamo qualcosa in più. Quando giochi la Champions, qualcosa subisci. Se dobbiamo migliorare il concetto che bisogna mettere più giocatori utili è un ragionamento che faremo, ma bisogna prima vederli all’opera. Guardiamo anche altri numeri, altrimenti si parla sempre di qualcosa che non va. Siamo stati anche un pizzico sfortunati. Mi girano perché obiettivamente ci sono degli errori, ma potrebbe girare anche diversamente. C’è stata un’ammonizione di Džeko, oltre ad altre situazioni dubbie. Poco equilibrio quando si attacca? Abbiamo preso gol su calcio piazzato e un altro in cui c’è stato un passaggio sbagliato. Se volete una squadra che la butta sempre dall’altra parte sono l’allenatore sbagliato. Se vuoi creare qualcosa di importante devi imporre il tuo gioco, quando lo fai e vinci hai identità. Io sono arrabbiato con me stesso, non possiamo buttare tutto all’aria perché siamo poco determinati e cattivi, dobbiamo migliorare negli allenamenti. Grandi demeriti nostri, prendere due gol in tre tiri è un demerito. Invito a vedere i gol che abbiamo preso, se li abbiamo presi perché stavamo troppo alti. Molti ce li siamo fatti da soli. Non mi sembra che prendiamo gol perché siamo alti. Se vuoi essere aggressivo non puoi stare sotto la traversa, abbiamo recuperato 33 palloni. Per me abbiamo grande equilibrio, se non hai equilibrio non recuperi la palla, sei sfilacciato, sei lungo. È il mio pensiero di calcio, di quelli che vogliono vincere qualcosa di importante. Alisson sotto pressione per il mercato? Credo che un calo psicofisico ci possa stare, responsabilità non gliele possiamo dare, ha fatto parate importanti. Sono molto contento di lui, sono convinto che non c’entri niente il mercato, è un ragazzo di una concentrazione e attenzione unica. Non possiamo essere sempre al 100%. Solo sfortuna? Lavoro sulla mentalità, a volte c’è il desiderio di cambiare qualcosa, ma vedendo le prestazioni è difficile cambiare il pensiero. A Barcellona prendi il terzo gol su una respinta, attaccarsi al portiere a volte è uno svantaggio, non facendolo Piqué sarebbe stato in fuorigioco. Si può fare qualche scelta sbagliata, però intanto ti girano. La squadra non era disunita”.

Di Francesco a Roma TV
La partita? È stata una costante quest’anno: quando si pensa di aver raggiunto alcune sicurezze le stesse si perdono. Abbiamo sviluppato anche manovre interessanti. Nel finale ci siamo un po’ intestarditi. Non abbiamo avuto cattiveria sotto porta. Anche in allenamento dico ai ragazzi che se non si segna si sbagliano le cose più semplici. Difficoltà all’Olimpico? Non lo so, a volte si gioca alto e si cerca di fare certe cose. Stiamo pagando cose in maniera impressionante: è successo sia a Bologna sia contro il Barcellona. Non possiamo permetterci di prendere gol in certe situazioni. Loro hanno portato 3 punti a casa. I numeri sono dalla nostra ma servono a ben poco. Poca lucidità sul primo gol? È una situazione differente rispetto a un’azione. Jesus deve andare a cercare l’uomo e bisogna andare a vedere dove potrebbe essere il pericolo. Invece di accorciare siamo lì ad aspettare. Poi come uno tira la palla passa sotto alle gambe di tutti. Quando non gira, non gira. Avremmo potuto fare molto meglio. Se bisogna far capire ai calciatori di dover fare qualcosa in più? Sì. La cattiveria non si compra. Nel primo tempo avremmo dovuto accompagnare con più uomini. Peres ha fatto una buona gara, avremmo dovuto sfruttare meglio la sua vena. Nel finale c’è mancata lucidità e quello è stato l’errore. Il problema è mentale, come si allena? Quello che mi fa rabbia è che questo momento sembrava essere stato superato e invece a volte ci ricadiamo. Gli errori sono anche nelle letture e si migliorano solo con l’allenamento, non conosco altri rimedi. Prendersi le responsabilità? È una questione di caratteristiche dei calciatori. Loro hanno bisogno di certezze. Quando c’è campo bisogna attaccare gli spazi. È facile da spiegare. Radja e Defrel devono avere il desiderio di attaccare i palloni in area. Doppia faccia tra Champions e campionato? Me lo chiedo, a volte è casualità, oggi bisogna ragionarci sopra un po’. Anche sul secondo gol abbiamo perso un pallone velenoso. Dobbiamo alternarci tra il corto e il lungo. Bisogna cercare di giocare dentro per andare fuori. Simeone era chiuso da due e Alisson poteva uscire in modo un po’ differente”.

 


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