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DRAGAO - Spalletti: "La Roma vuole essere un club forte e Bruno Peres è forte. Strootman gioca". FOTO!

di Gabriele Chiocchio

Luciano Spalletti ha risposto alle domande dei giornalisti alla vigilia del match d'andata dei playoff di Champions League tra Porto e Roma.

Un giudizio su Bruno Peres, cosa può dare di più?
"È un giocatore che abbiamo cercato perché è forte, la Roma vuole essere un club forte e per esserlo deve avere giocatori forti e riserve altrettanto forti. Bruno Peres ha queste qualità, è forte e trova altri calciatori forti. Ha caratteristiche ben delineate, è un tuttafascia, noi con quello che ci è capitato avevamo bisogno in quel ruolo di poter scegliere facendolo giocare da tutte e due le parti, ha giocato anche a sinistra. Florenzi in nazionale ha giocato anche a sinistra, ci dà un'opportunità in più con quelle caratteristiche".

La convince il modello Barcellona nella gestione dei portieri? Il rodaggio di Strootman è arrivato al punto tale da poterlo far giocare?
"Strootman gioca. Per quanto riguarda i portieri, non so perché negli altri ruoli posso scegliere e in questo no. Non ho la soluzione assoluta per vincere la partita, so quello che devo fare per non perdere: fare la formazione che fa contenti tutti".

In cosa è diversa questa Roma da quella presa in corsa a gennaio?
"Sono arrivati e partiti calciatori forti, sono successe situazioni che non ci danno la possibilità di usare calciatori forti e ne sono arrivati di altrettanto forti, con esperienze importanti in club importanti. Penso che abbia dato una spinta di professionalità ed esperienza allo spogliatoio, quando ci sono qualità il carattere viene di conseguenza. E noi siamo una squadra forte, siamo forti da tutte le parti e siamo pronti per questa sfida importante".

Domani può essere importante Dzeko dal punto di vista difensivo, per far rifiatare la squadra?
"Questo me lo aspetto da tutti quelli che inizieranno la partita, voglio calciatori che riempiano la partita. Spesso poi nelle nostre valutazioni, a volte, su chi far giocare, si porta un gesto, un gol. Se si pensa che in una partita ci sono 55 minuti di gioco effettivo, all'incirca, se si pensa che ci sono 22 calciatori, un calciatore la palla la tocca per un minuto e mezzo, per gli altri 88 minuti e mezzo deve fare altro. Se tocca solo una volta la palla è troppo poco. Gli altri dentro lo zaino per andare a fare la festa devono mettere troppe cose, bisogna metterne un po' per uno. Mi aspetto che faccia questo se giocherà, e ci metta qualcosa d'altro per aiutare gli altri".

In estate si è parlato di alcuni club per Héctor Herrera, le piace? Per quanto riguarda Bruno Peres, potrà giocare il ritorno?
"Peres lo vogliamo inserire per la partita di ritorno. Anche se da un punto di vista di visite, di burocrazia sarà a disposizione entro poche ore non lo faremo far parte di questa spedizione, non verrà qui. Per quanto riguarda Herrera, ci sono state volontà di alcuni club italiani di volerlo portare nel proprio team, se si riferisce a me, se ho parlato con la mia società le dico di no per portarlo qui. Però è un calciatore forte, non so se la Roma abbia mai fatto delle domande o abbia tentato di fare questa operazione. Io non ho mai richiesto alla Roma questo calciatore. Ho altri calciatori forti come lui e sono contento dei miei".

Ha scelto per domani Alisson? Con l'arrivo di Bruno Peres pensa che la Roma possa stabilmente passare alla difesa a 3?
"Per quanto riguarda la formazione è giusto che la dica prima ai ragazzi. Non giocheremo assolutamente per sempre con la difesa a 3, sa giocare quarto di difesa, quinto di centrocampo, è un calciatore forte, che ha delle qualità, deve migliorare in altre ricerche, in altri atteggiamenti. Ma noi cercheremo di usarle tutte e due, mancava un sostituto che potesse fare questo ruolo, ci mancava uno che desse un'alternativa. Abbiamo 4 partite in 11 giorni, tutte importantissime. Siamo davanti a una partita molto molto importante, per me e per i calciatori, per la loro vita e carriera, poi ce n'è un'altra altrettanto importante, ci vogliono una ventina di calciatori forti e lui è un calciatore forti che ci dà alternative. Poi ci sarà da vedere come lavorano insieme, per essere bravi non c'è da fare una somma, bisogna vedere come rispettano ruolo, volontà e ricerca di tutti. Essere a disposizione a rinforzare l'allenamento dopo essere stati fuori fa la differenza nel lungo tragitto, tutti devono partecipare alla disponibilità di sapere che sono forti anche i compagni".

 


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