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Gandini: "Stadio della Roma? Importante per il Paese. Anche la Juventus ha dei punti deboli"

di Danilo Magnani
Fonte: TMW Radio - Sky Sport

Umberto Gandini, CEO della Roma, a margine del Globe Soccer in corso di svolgimento a Dubai, ha parlato ai microfoni di TMW Radio: "Il calcio sta crescendo a livello internazionale, a livello esponenziale in alcune leghe. In Italia stiamo facendo del nostro meglio per crescere ancora, tutti insieme. Lo stadio della Roma? Importantissimo per noi e per il sistema Italia. Per noi è una fonte di ricavo e un ambiente caldo e accogliente ai tifosi. Per il sistema italiano invece significa crescere. Lo stadio per arrivare al livello della Juventus? Noi siamo già a loro livello. Ci sono sette punti di differenza in campionato, ma come forza societaria siamo alla pari. Spalletti e le parole sul suo futuro? Sono le cose che ha sempre detto fin dall'inizio. Ha sempre detto che la penna per firmare è in mano ai giocatori. Spalletti è competitivo e competente: per lui è importante essere concentrato sugli obiettivi, avere grande pressione su se stesso e sui giocatori. Nei primi mesi del 2017 ci siederemo ad un tavolo per fare il punto della situazione. La mia avventura alla Roma? Arrivo da 23 anni al Milan e porto quello che sono diventato in giallorosso. Per questo sono stato scelto e per me è un'opportunità straordinaria. Mi trovo bene: la squadra è forte e la società strutturata".

L'amministratore delegato giallorosso aveva parlato anche all'apertura della conferenza internazionale, esprimendosi così: "Dopo 3 mesi è difficile fare un bilancio dell’esperienza alla Roma e compararla al Milan dove sono stato oltre venti anni. La Roma è, per maggioranza, del consorzio americano e ha una struttura completamente diversa dal Milan. Il Milan è uno dei club più importanti del mondo, la Roma è diversa. È una sorta di Barcellona per la Catalogna, i tifosi hanno grande passione e Pallotta vuole trasformare il club in uno dei più importanti nel mondo del calcio. Il Milan? Posso solo esser grato al club ma il mio presente e futuro si chiamano Roma, una splendida sfida. Ai tifosi, agli appassionati, dobbiamo offrire e garantire un prodotto di qualità sempre più alta. Dobbiamo migliorare il gioco e la tecnologia applicata al calcio è decisamente importante per guardare al futuro. La tecnologia? I big data sono importanti per l’analisi del calcio così come i sistemi di scouting. Poi i social, che permettono ai tifosi di essere vicini a noi e viceversa".

Il dirigente giallorosso è stato intervistato anche dai microfoni di Sky Sport.

Gap con la Juventus? È un avversario ostico perché si trova davanti a noi ma ci sono anche altri club che ci sono dietro come Inter, Napoli, Fiorentina, Lazio e Milan, che possono vincere ogni partita. La bellezza del calcio italiano è che si può vincere contro chiunque. Anche la Juve ha dei punti deboli. La stagione è pesante per tutti ed è facile trovare delle difficoltà e compiere dei passi falsi. Totti? È pienamente ancora un giocatore, sta attraversando una stagione un po’ complicata, ha avuto qualche infortunio ed è stato fuori qualche tempo. Mi ricordo che la prima partita vista all’Olimpico da amministratore delegato della Roma è stata la rimonta sulla Sampdoria con suo rigore finale: è ancora un giocatore in grado di fare la differenza. I quarant’anni portano la maturità psicofisica e quella di un grande capitano come Francesco. Sono sicuro che avrà tempo e modo per prendere la decisione migliore per la sua carriera. Francesco può giocare fino a quando vuole, anche Spalletti è in linea con questo. Deve essere consapevole di poter essere decisivo e importante. E credo che Francesco non accetterà di essere un giocatore se non può incidere”.


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