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L'ex vice allenatore della Roma Moreno: "L'esperienza con Luis Enrique mi ha reso migliore"

di Redazione VGR

Robert Moreno, vice allenatore di Luis Enrique nel suo periodo alla Roma, ha commentato la Serie A attuale, e non solo, ai microfoni di tuttomercatoweb.com.

Robert Moreno, partiamo dall'Italia e dall'esperienza a Roma come vice di Luis Enrique nel 2011-2012. Che ricordi ha di quel periodo?
"Roma è stata una delle tappe più belle della mia vita, sia sul piano professionale che su quello personale. La città è già di per sé una lezione, c'è qualcosa in Roma che ti mette in prospettiva, che ti ricorda che il calcio fa parte di qualcosa di molto più grande. Ma al di là di quello che l'Italia ti dà come persona, quello che ho portato via dal calcio italiano è una comprensione del gioco che non avrei acquisito da nessun'altra parte. L'esigenza tattica della Serie A è unica. La soffrii ogni giorno: ogni settimana dovevamo innovare, perché gli allenatori italiani si accorgevano subito di quello che facevi e ti contrastavano con una velocità e una sofisticazione che ti obbligava ad evolverti costantemente. Quella pressione quotidiana mi ha reso un allenatore migliore. L'Italia sarà sempre la mia seconda casa. Mia moglie e io ci siamo sentiti lì in modo molto speciale, e poi, dopo la tappa a Monaco, siamo andati a vivere un anno a Milano e abbiamo goduto enormemente della città e della cultura. Quello che noto è che gli spagnoli e gli italiani si assomigliano molto: la passione per il gioco, il modo di vedere il calcio, l'importanza che attribuiamo al lavoro tattico, l'intensità".

E a lei piacerebbe tornare in Serie A, stavolta magari come primo allenatore?
"L'Italia è un mercato che mi attrae enormemente, e non lo dico come risposta diplomatica, lo dico perché ho ragioni molto concrete. Ho lavorato a Roma, conosco la cultura tattica italiana dall'interno. Parlo la lingua correntemente. E sento che con l'Italia condivido qualcosa di più della lingua: la passione per il dettaglio, il modo di vedere il calcio, l'intensità con cui si vive il gioco. Ho un legame personale e professionale con questo paese che è genuino. La Serie A attraversa inoltre un momento molto interessante: ci sono club con progetti ambiziosi, una nuova generazione di dirigenti che guarda all'Europa con fame, e un campionato che esige e stimola allo stesso tempo. Se arrivasse una proposta seria da un club con una reale ambizione di costruire qualcosa, la valuterei con grandissimo interesse. Nel calcio non mi pongo confini geografici, quello che cerco è il progetto giusto".


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